Il dolore
Appello al sindaco per salvare la Torre
La cooperativa dà lavoro ad alcune persone svantaggiate ma è a rischio con il bando della raccolta rifiuti porta a porta
VOLTERRA. Salvate la cooperativa Torre. Parafrasando un film sullo sbarco in Normandia, è quanto chiedono le opposizioni in consiglio comunale alla giunta guidata dal sindaco Marco Buselli rispetto alla questione legata al futuro dei diciannove lavoratori della cooperativa, divenuto a rischio con il bando per l'estensione della raccolta differenziata a tutto il territorio di Volterra. Una delle responsabili della Torre, Donatella Cerina, pochi giorni fa aveva espresso la sua preoccupazione: «Siamo piccoli e non credo che ci aggiudicheremo l'appalto. Oggi gestiamo il porta a porta in centro, ma chi se lo aggiudicherà prenderà tutto e a noi mancherà l'attività principale che fa quadrare i nostri conti. Se dovesse andare male non so quanti lavoratori riusciremmo a tenere con noi».
«La cooperativa La Torre è stata costituita nel 2003 - spiega una nota del Pd volterrano - promossa da Comune di Volterra, Caritas Diocesana, l'unità operativa della salute mentale adulti, associazione Mondo Nuovo, e altri, ispirandosi alla legge 381/91 per rispondere al problema della disoccupazione giovanile e favorire l'integrazione attraverso l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate».
Il gruppo di opposizione, ma anche il consigliere del gruppo misto, Simone Lonzi, lanciano un appello alla maggioranza per trovare una soluzione.
«Dobbiamo difendere anche un solo posto di lavoro, quelli utili e sociali con particolare riguardo - dicono dal Pd - Si chiede inoltre se l'amministrazione comunale sta pensando a come risolvere una questione dai contorni delicati e dai risvolti ancora una volta negativi sotto l'aspetto occupazionale».
«Il porta a porta - prosegue Lonzi - è giusto, ma non possiamo ignorare la preoccupazione per la fine che potrebbero fare persone inserite in un contesto lavorativo particolare».
Il problema è nato dal fatto che nel bando non sono state inserite clausole sociali che avrebbero obbligato il vincitore del bando ad assumere il personale della Torre. Nel bando si legge che l'appalto ha un importo "sopra soglia comunitaria" e non può contenere le clausole sociali. È stato tuttavia inserito un articolo nel disciplinare di gara in cui si fa richiesta all'aggiudicatario “dell'utilizzo prioritario del personale precedentemente adibito al servizio" a condizione che "il numero e la qualifica siano armonizzabili con l'organizzazione d'impresa".
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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