Il Tirreno

Pontedera

Tute blu: corteo sotto la Torre per il contratto

di Danilo Renzullo
Tute blu: corteo sotto la Torre per il contratto

Centinaia di metalmeccanici hanno sfilato Trattativa ferma sull’adeguamento salariale

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PISA. Fabbriche vuote, piazze piene. La rabbia operaia scende in strada e invade Piazza dei Miracoli.

Si è aperta con “Bella ciao” la mobilitazione di centinaia di tute blu che ieri hanno partecipato alla manifestazione provinciale organizzata in concomitanza con lo sciopero nazionale di 4 ore dei metalmeccanici indetto da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm per contestare lo stallo nella trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di categoria, scaduto il 31 dicembre.

Operai e rappresentanze sindacali si sono dati appuntamento all'esterno della sede dell'Unione Industriale, dove si sono riuniti in presidio per rivendicare quegli aumenti salari «che - accusano - la parte datoriale (Federmeccanica) non vuole concedere». Dopo sei mesi di discussione, la trattativa si è arenata sugli adeguamenti economici chiesti dai sindacati (50 euro al mese per il primo anno la richiesta della Fiom, 105 per un triennio quella avanzata da Fim e Uilm). Federmeccanica prevede invece un salario minimo di garanzia per i nuovi assunti, escludendo aumenti per la maggior parte dei lavoratori. Una posizione che ha fatto scattare lo sciopero e manifestazioni in tutta Italia.

Nelle fabbriche di Pisa e provincia, l'astensione dal lavoro ha fatto registrare adesioni quasi bulgare. Secondo le stime dei sindacati, ha incrociato le braccia l'80% degli operai della Piaggio, il 95% di quelli impiegati alla Continental. Negli altri siti produttivi la media ha superato l'80%. «Vogliono mettere in discussione l'idea stessa del contratto - sottolinea Massimo Braccini, segretario della Fiom Toscana, mentre sfila con gli operai pisani -. Pensano si possa lavorare con meno diritti e stipendi più bassi, ma la crisi sta dimostrando che le aziende che riescono a resistere sono quelle che investono sui lavoratori».

In via Volturno, gli operai hanno srotolato un lungo striscione per chiedere «contratto, lavoro, diritti» e, dopo circa un'ora di presidio, al grido di «contratto, contratto», si sono mossi in corteo fino a Piazza dei Miracoli. Al loro fianco anche il segretario della Cgil di Pisa Gianfranco Francese. «L'alta adesione - sottolinea - è il segno di un profondo disagio che c'è in tutto il mondo del lavoro, da tempo sotto attacco del governo e delle parti datoriali».

Dopo gli interventi dei rappresentanti sindacali, la manifestazione si è sciolta all'ombra della Torre. In piazza, gli operai rivendicano anche diritti ed occupazione. «Dopo otto anni i metalmeccanici hanno ritrovato l'unità, dando un forte segnale alla sfida lanciata da Federmeccanica - conclude Benedetto Benedetti, segretario della Uilm Pisa - ma anche per difendere il lavoro. Nella nostra provincia la situazione è sempre più preoccupante: da tempo chiediamo un tavolo per cercare di risolvere i problemi, ma dalla politica non ci sono risposte. Per affrontare la crisi occorre una coesione sindacale-politico-istituzionale, che per il momento non c'è».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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