Toscana
Tradito dal sangue lasciato sul luogo del tentato furto
Il quarantenne è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare. Il suo nome è saltato fuori dopo le analisi di laboratorio dei carabinieri del Ris
CASCINA. Tradito dal sangue che aveva lasciato sulla scena del tentato furto. Ormai sono passati mesi da quando Lennon Satori, 42 anni, appartenente a una famiglia di giostrai che da anni vive a Zambra di Cascina, aveva tentato di entrare nell’abitazione di un impiegato a San Miniato. Il furto non riuscì, stando a quanto è stato spiegato dai militari dell’Arma, in quanto l’antifurto della palazzina mise in fuga il malvivente che però si era ferito mentre cercava di aprire una finestra.
Oggi quelle tracce ematiche rimaste sul luogo del tentato furto e documentate con tutti i rilievi necessari dai carabinieri hanno dato un primo risultato. Hanno aiutato a sapere chi era l’autore del tentato raid e nel pomeriggio di ieri i carabinieri della compagnia di San Miniato lo hanno arrestato. Satori è stato fermato nelle vicinanze della sua abitazione e gli è stato notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei suoi confronti del Gip del tribunale di Pisa.
L’indagine sul tentato furto ha quindi avuto una svolta grazie alle analisi di laboratorio, effettuate dal Ris di Roma, che hanno dimostrato attraverso il Dna come il sangue fosse riconducibile a Satori. Probabilmente l’arrestato, che è stato accompagnato in carcere al Don Bosco, al tentato furto di San Miniato non ci pensava neanche più. Era sicuro di averla fatta franca e non pensava che a ricondurlo in carcere sarebbe stata una traccia di sangue lasciata sul luogo del furto. Invece proprio qualche goccia di sangue, grazie anche alla banca dei Dna, ha permesso ai carabinieri di identificarlo. La sera del tentato furto, che risale al 27 novembre 2011, i carabinieri avevano fatto un lavoro certosino per rilevare e analizzare ogni traccia lasciata dal ladro.
Ovviamente al momento non è possibile sapere se Satori era da solo o aveva un complice. Ma è comunque un buon inizio per un’indagine sui furti negli appartamenti. L’uomo, insieme ad altri complici, in passato è rimasto coinvolto in operazioni condotte dalle forze di polizia in province vicine a quella pisana. A Lucca il suo nome era finito accanto a quello di nomadi accusati di furti nelle ville dei vip, in uffici postali, banche e aziende. Nel mirino c'erano sempre le casseforti con denaro e preziosi.
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