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LARI. Il titolo del concerto, "Canzoni da due soldi", strizza l'occhio a Brecht, e non è un caso: il teatro c'entra molto. È un viaggio, spiega la protagonista, Valeria Volpi, cantante dall'anima...

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LARI. Il titolo del concerto, "Canzoni da due soldi", strizza l'occhio a Brecht, e non è un caso: il teatro c'entra molto. È un viaggio, spiega la protagonista, Valeria Volpi, cantante dall'anima soul la cui versatilità interpretativa consente ampie escursioni attraverso vari generi, «nella nostra musica leggera, attraverso le Signore della canzone italiana». Affiancata da due chitarristi, Walter Barone (Scenica Frammenti) e Carlo De Toni (Rhumornero), Valeria si esibisce sabato 23 aprile (alle 21.15, e l'ingresso è gratuito) sul palco del Teatro di Lari, crocevia di esperienze drammaturgiche anche loro versatili, anche loro pronte a spaziare in maniera trasversale tra varie discipline, vari mestieri, varie modalità narrative, grazie alla regia organizzativa di Loris Seghizzi, motore primo di Scenica Frammenti e direttore artistico del Teatro, sulle cui sponde ora approda il trio di Valeria.

Che racconta: «Sono figlia degli anni Ottanta, cresciuta nella musica commerciale e nella vita a colori; eppure il richiamo al bianco e nero è sempre stato forte: riflessi provenienti dalle canzonette canticchiate dalla mamma mentre stendeva i panni, dai motivetti fischiettati da anziani avventori al bancone di un bar. Tutto questo fa parte di me da sempre. È giunto il momento di trasmetterlo, di restituirlo agli altri». Poco più che trentenne, di Usigliano di Lari, la sua folgorazione, anni fa, si chiamò Aretha Franklin.

«Successe mentre mi trovavo a Trieste», racconta Valeria. «Comprai un cd di Aretha e me lo ascoltai per tutta la notte. La sua voce mi faceva ribollire il sangue: è così che mi viene da spiegare la sensazione, non ci sono altre parole. Ribollire il sangue, una cosa fisica. Cantavo da tempo, e cantavo un po' di tutto, dal pop al folk, ma a quel punto mi dissi: è questa la mia strada, è questo che devo fare».

Da quella scossa elettrica nacque un gruppo, "Aren B Aretha", interamente improntato al repertorio alla leggendaria Regina del Soul. Poi, altre esperienze, altre band, altri incontri. Fino al bisogno di far visita «alla canzone italiana, ai suoi cambiamenti lungo il trascorrere dei decenni e delle mode, al suo mutare assieme alla società, ai suoi incontri con la musica straniera, spesso avvenuti sul palco del Festival di Sanremo, alla cui storia dedichiamo alcuni tributi».

Ci saranno anche video d'epoca, in cui «le grandi interpreti della nostra canzone, artiste indimenticabili, si mostrano nei loro momenti migliori. Esibizioni che hanno fatto sognare generazioni di italiani, e che hanno portato le nostre melodie in giro per il mondo».

Andrea Lanini

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