Il Tirreno

Pontedera

Verso la chiusura la Mostra del mobilio

di Sabrina Chiellini
Verso la chiusura la Mostra del mobilio

Tolta l’insegna e porte sbarrate: lo stop potrebbe essere definitivo

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CASCINA. Una scatola vuota, senza insegna e con la porta chiusa. Uno dei simboli di quella che un tempo era la città del mobile è travolto dalla crisi. La Mostra del mobilio rischia la chiusura. Nel silenzio generale, così come era successo per la Banca di Credito cooperativo di Cascina quando era stata commissariata, la cooperativa di mobilieri è sul punto di prendere la drastica decisione di chiudere. Al momento la cooperativa, nonostante alcune voci sostengano il contrario, non è stata messa in liquidazione. La nuova sede della Mostra, che recentemente era stata visitata anche dai ladri che avevano smontato numerosi stand, è chiusa.

Alla porta di ingresso è stato affisso un foglio con due numeri di telefono che i clienti possono contattare nel caso decidessero di prendere un appuntamento. Ma di fatto l’esposizione è chiusa, l’insegna è stata smontata e il trasloco dei mobili rimasti all’interno gli addetti ai lavori lo considerano ormai imminente. Anzi, pure la nuova sede, così come quella storica situata lungo la Tosco Romagnola, sarebbe già stata messa in vendita. Un triste destino per la Mostra che alla fine è stata lasciata andare al suo destino, fortemente condizionato dai tempi di crisi.

«Ci siamo presi un momento di riflessione – spiega Roberto Puccini, presidente della Mostra – Due soci ci hanno abbandonato. Se andremo avanti lo faremo con una sede più piccola. Per ora abbiamo deciso di chiudere. Riceviamo solo su appuntamento».

La scelta era nell’aria da tempo. Dopo il furto delle scorse settimane alcuni artigiani che espongono negli spazi della mostra hanno deciso di lasciare gli stand. In fretta e furia è scattata la chiusura dell’esposizione. E dell’entusiasmo che c’era all’inizio del 2012 quando venne inaugurata la sede attuale - 1.200 mq, su un'area di oltre 3.000 metri quadrati in via Grecia, fronte Arnaccio, vicino all'uscita della Firenze Pisa Livorno - non è rimasto niente. Il nuovo immobile ha inizialmente ospitato i prodotti di 12 espositori-soci, ed era costato alla Cooperativa dei mobilieri circa 2 milioni, frutto della vendita del vecchio edificio della Mostra, dell'impegno dei soci e della Banca di Fornacette. Un affare, quello della vendita dell’immobile al Consorzio Etruria, che non è stato così come era stato presentato ai soci. La crisi del mercato e la sfiducia di alcuni soci nelle scelte che sono state fatte per la gestione della cooperativa avrebbe accelerato la crisi.

Alcuni clienti che in questi giorni hanno tentato di prendere appuntamento con i responsabili dell’esposizione di via Grecia sono rimasti delusi. Per ora non è possibile entrare, è stato risposto per telefono ai possibili acquirenti.

Quanto potrà durare la fase di riflessione dei soci dellla cooperativa dei mobilieri, al momento, non è noto. Tutta fa pensare, a cominciare dall’insegna della mostra che è stata già smontata, che i primi passi verso la chiusura di un ente che esiste dal 1922 siano già stati compiuti.

In questi giorni è stata venduta la vecchia sede della Mostra ma anche quella nuova avrebbe già un affidabile acquirente interessato all’affare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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