Il Tirreno

Pontedera

Sesso con ragazzini: condannato a 9 anni

di Pietro Barghigiani
Sesso con ragazzini: condannato a 9 anni

Artigiano accusato di aver contattato i minori su Facebook e di averli pagati per consumare incontri hard in auto

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PONTEDERA. Uno non aveva neanche 14 anni. Gli altri non arrivavano a 18. Erano in otto a fare sesso, dietro compenso e senza costrizioni, con Stefano Fratoni, 40 anni, artigiano di Pisa.

La condanna. Quello che per la polizia postale potrebbe essere il protagonista di un manuale dell’adescatore di minorenni, ieri è stato condannato a 9 anni per una serie di episodi in cui gli incontri a luci rosse con ragazzini venivano cercati e monetizzati. L’abilità dell’imputato nel conquistare partner occasionali è la chiave che spiega la serialità delle sue azioni. La sua dannazione personale precede la condanna. E dalla fine di febbraio lo ha portato di nuovo in cella in un’inchiesta fotocopia dove le parti offese, minorenni, questa volta sono dodici. Il processo davanti al secondo collegio del Tribunale (presidente Murano, a latere Bencivinni e Fabbricatore) ha messo al centro del dibattimento fatti risalenti al 201.

Reati attenuati. Difeso dall’avvocato Laura Antonelli, l’imputato non era presente. Il legale non ha mai contestato i rapporti del suo cliente con i minorenni, ma ha sottolineato la diversa qualificazione del reato per cui era stato rinviato a giudizio. La corte ha accolto in parte le sue ragioni e la prostituzione minorile contestata a Fratoni è stata riqualificata in atti consensuali sessuali con minorenni. In un caso, però, è scattata l’aggravante per aver fatto sesso con un ragazzino di età inferiore ai 14 anni. Attenuazione dei reati a parte, il collegio ha condannato Fratoni alla stessa pena chiesta dal pm, Giovanni Porpora secondo il quale per l’artigiano andava applicata anche la custodia in carcere. Richiesta respinta dai giudici che hanno liquidato una provvisionale di 5.000 euro per ciascuna delle cinque parti civili - il resto da stabilire a livello civilistico - assistite dagli avvocati Franco Franconi, Ivo Gronchi e Fabrizio Bartelloni.

Le altre inchieste. Quella di ieri è la prima condanna inflitta a Fratoni, assolto nel 2008 in un processo dove era imputato per fatti analoghi. Gli ultimi due arresti risalgono al novembre 2013 e al febbraio scorso. Identiche le accuse per l’artigiano, ex autista di scuolabus per una ditta di Vecchiano, che da oltre dieci anni convive, senza saperle frenare, con pulsioni sessuali capaci di farlo passare dalla ricerca del piacere proibito alle celle. Per l’ultimo arresto di febbraio ha confidato a chi lo ha incontrato in carcere: «Finalmente, ora mi sento liberato, non ne potevo più di contrattare prezzi e prestazioni».

Ragazzini consenzienti. Sì, perché nell’inchiesta della polizia postale dei mesi scorsi i dodici minorenni chiedevano soldi a Fratoni. E chi diceva no alle sue richieste lo faceva solo perché non era soddisfatto della cifra proposta dal 40enne. È uno spaccato, con dinamiche relazionali spregiudicate sul fronte dei ragazzini, che è emerso anche nel processo concluso con la condanna.

La tecnica. Per l’accusa Fratoni, con modi suadenti, riusciva a ingraziarsi gli adolescenti, passando di volta in volta nel ruolo di talent scout del calcio a personaggio introdotto nel mondo della musica. Facebook era il suo campo di caccia dove si muoveva con cinque profili diversi e altrettanti nickname. I regali, dall’abbigliamento ai telefonini, erano le ricompense per conquistare la fiducia dei suoi bersagli e ripagarne la disponibilità a fare sesso. Dove? Nella sua auto nei piazzali dei supermercati, dello stadio del Pontedera e in altre zone appartate tra Pisa e la Valdera dove risiedono alcuni dei minorenni che hanno ceduto alle avances dell’ex conducente di scuolabus. Una professione che per anni lo ha messo nella condizioni di stare a contatto con le sue potenziali vittime. In un’occasione aveva finto di voler legarsi alla mamma per stare vicino al figlio, il suo vero obiettivo. Una delle tante tattiche usate per i suoi scopi, sempre andate a buon fine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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