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Regione, ultimatum a Locatelli «Ora ritirate i licenziamenti»

Regione, ultimatum a Locatelli «Ora ritirate i licenziamenti»

Incontro a Firenze di sindacati e sindaco di Volterra sulla vicenda della Salina dopo lo sciopero Clima teso in azienda per la decisione di mettere a casa alcuni lavoratori con ferie e permessi

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SALINE DI VOLTERRA. La Regione lancia un ultimatum a Locatelli per chiedere il reintegro dei tre licenziati (due donne e un uomo) alla ex Salina di Stato. Parole abbastanza dure da parte del consigliere del presidente Enrico Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini, e di Paolo Tedeschi per la presidenza della Regione, che ieri hanno incontrato i rappresentanti dei sindacati e del Comune di Volterra.

Antefatto/1. La vicenda riguarda l’azienda di Saline di Volterra dove lavorano circa 40 dipendenti. Dopo la presentazione del piano industriale per il risanamento dell’impresa e un aumento della produzione, con un forte interessamento della Regione che ha permesso alla proprietà di usufruire di sgravi fiscali in fatto di consumi energetici (il vero tallone d’Achille dell’attività), sono arrivati alcuni episodi che hanno messo in agitazione i sindacati e i lavoratori. Il primo è stato la stabilizzazione di cinque operai addetti alla manutenzione oltre all’assunzione di due destinati allo stesso settore. Ingressi in azienda regolamentati con contratto nazionale delle miniere, mentre gli altri dipendenti hanno quello dell’industria alimentare con una differenza di stipendio, a favore di questi ultimi di una cifra compresa fra i 400 e i 500 euro al mese. Una situazione denunciata dai rappresentanti dei lavoratori e bollata, addirittura, come anticostituzionale. Su questo fronte, la dirigenza ha da tempo chiesto un incontro per arrivare a un solo contratto.

Antefatto/2. Ma il confronto su questo tema si è arenato dopo il licenziamento di tre elementi che svolgevano attività in amministrazione, che la proprietà intende gestire interamente a Bolgare, in provincia di Bergamo, dove ha un’altra sede. Due donne, da poco rientrate dalla maternità e un ragazzo sono diventati esuberi scatenando picchetti, blocchi della produzione e scioperi. Proteste a cui Locatelli ha risposto mettendo a casa una parte del personale, con ferie e permessi forzati per una settimana. Azioni e reazioni che hanno portato, ieri, i sindacati e il sindaco di Volterra a incontrarsi con gli esponenti della Regione.

L’auspicio della Regione. «Nel corso dell'incontro si è sottolineato, in particolare, il fatto che lo sforzo che la Regione sta portando avanti a sostegno del risanamento e del rilancio dell’attività dell'azienda, si giustifica soltanto con il rispetto, da parte dell'azienda stessa, delle corrette relazioni sindacali e del mantenimento dei livelli occupazionali - si legge in una nota - Per questo motivo la Regione auspica con forza che il percorso iniziato presso la direzione del Lavoro si concluda con il ritiro dei licenziamenti e il reintegro dei lavoratori». Resta aperto il tavolo sindacale - dicono ancora Simoncini e Tedeschi - mentre prosegue l'attività del gruppo di lavoro coordinato dalla presidenza della Regione per seguire i vari aspetti legati al rilancio dell'attività produttiva. L'Unità di crisi regionale resta a disposizione ed è pronta a riconvocare il tavolo in caso di necessità».

La ricetta dei sindacati. Sindacalisti e Buselli hanno incontrato anche i consiglieri regionali del Pd, Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni, sempre sullo stesso tema. «Dalla Locatelli arrivano segnali di preoccupazione - dicono i tre consiglieri - per tutto ciò ribadiamo la nostra richiesta di fare al più presto chiarezza, anche investendo il consiglio e la giunta toscana». La necessità, secondo quanto spiegato i sindacati agli esponenti del Pd regionale, è «rivedere la politica aziendale in modo da stare maggiormente sul mercato, ristabilire la correttezza dei rapporti tra azienda e lavoratori», insieme alla richiesta di «condizioni di lavoro più accettabili, investimenti economici più efficienti e più sicuri», considerando anche che «la Regione ha già fatto molto e a questo punto anche l'azienda deve fare la sua parte». E infine, il «rispetto per le pari opportunità», poiché, sostengono i sindacalisti, «alla Locatelli non ci sono donne addette alla produzione».

Avanti adagio. Soddisfatti sindacati e sindaco Buselli dopo l’incontro in Regione. «Anche se, dopo tutto quello che è successo, dobbiamo andare molto cauti sui giudizi - dicono i rappresentanti dei lavoratori - Resta il fatto che la Regione, sia per quanto riguarda i consiglieri del Pd che i rappresentanti della presidenza hanno dimostrato grande interesse per questa vicenda a cui, adesso, occorre dare ordine». Per Buselli si è trattato di «un incontro costruttivo in cui abbiamo sottolineato i concetti più volte espressi, rendendoci disponibili a riprendere il dialogo se l'azienda trovasse soluzioni praticabili e condivise, alternative ai licenziamenti effettuati». Insomma, c’è ancora un po’ di strada da fare prima di poter mettere la parola fine a questa vicenda. Ma gli elementi per un esito positivo ci sono. Anche se molto dipenderà dalla volontà dell’azienda.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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