Italia
L’internet point delle polemiche
I titolari dell’attività in via Veneto si difendono dalle accuse dei 5 Stelle: «Non siamo sala scommesse»
PONTEDERA. «A questo punto mancavate solo voi. Sono già passati la polizia e anche gli agenti della municipale. Noi siamo in regola, non abbiamo aperto una sala scommesse, ma un internet point. Chi viene qui si registra e non si fanno scommesse in denaro». Cristina Bandoni, la titolare del BetItaly, aperto sabato in via Veneto, non nasconde la sua perplessità rispetto alle polemiche sollevate dal Movimento 5 stelle di Pontedera. «Venite e controllate pure – dice – Anzi, vorrei invitare anche la consigliera del movimento 5 Stelle che ha sollevato il problema. Ci sentiamo di avere osservato ogni prescrizione e di essere nelle regole».
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«Avevamo presentato un’interrogazione al sindaco per chiedere chiarimenti - dicono i 5 Stelle - poiché non venivano rispettate le distanze dai punti considerati sensibili in base alla legge regionale 57/13 e in base all’articolo 7 del regolamento dell’Unione Valdera approvato con la delibera numero 15 del 07 maggio 2014. Il sindaco ci aveva assicurato che l’autorizzazione sarebbe stato rilasciata solo vi erano i presupposti di legge. Ma in questo caso non ci sono, la distanza dalle scuole e da altri centri frequentati da giovani sono inferiori ai 500 metri».
Lo Sportello unico per le attività produttive (Suap) dell’Unione dei Comuni della Valdera sul punto della sala scommesse è chiaro: «Non abbiamo rilasciato alcuna autorizzazione. Questo tipo di attività prevede che venga presentata agli uffici una Scia, segnalazione certificata di inizio attività. Così hanno fatto i titolari che hanno attivato la procedura per aprire un internet point e non una sala giochi. In ogni caso abbiamo tempo 60 giorni per andare a verificare se l’attività è in regola».
La presentazione della Scia ha efficacia immediata, secondo quanto previsto dalla legge. In questo caso è stata presentata il 5 aprile, il Suap ha ancora tempo per attivare i controlli. «Quando è stato segnalato il caso – dice il sindaco Simone Millozzi – ho chiesto al comandante della Municipale di verificare tutti gli aspetti della vicenda. Da quanto mi è stato riferito, al momento il Comune non ha rilasciato alcuna autorizzazione. I titolari hanno presentato la documentazione agli uffici per aprire un internet point».
«Non facciamo scommesse da gioco – ribadisce la titolare - di conseguenza ci siamo attenuti a quanto dice il regolamento comunale per gli internet point. Ci sono sale slot, come quella del cinema multisala, o bar con le slot che sono più vicini di noi alle scuole».
La nuova attività punta sui giovani e gli stranieri, questi ultimi presenti in maniera numerosa in città. «Abbiamo visto che il servizio delle video chiamate trova l’interesse di molti stranieri. Non tutti hanno internet a casa. Inoltre per utilizzare i nostri servizi occorre registrarsi e questo impedisce ai minorenni di accedere ai video giochi. Ci sentiamo presi di mira, anche se questa attività dà due posti di lavoro. Vicino aprirà anche un’agenzia di lavoro interinale straniera, in fondo anche questo è un modo per dare vita a una strada che è in decadenza».
A questo punto la parola spetta al Suap che dovrà verificare l’attività svolta dal punto BetItaly e capire se è compatibile con quanto previsto dal regolamento. Se fosse equiparata a una sala scommesse, non rispetterebbe le distanze da una scuola legalmente riconosciuta che ha sede nelle vicinanze. È vero che si sono attività che hanno le slot e sono vicine alle scuole, ma il regolamento è recente e non è retroattivo. Vale per le nuove aperture.
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