Il dolore
Interporto, accordo per fermare il degrado
Tra gli interventi decisi da Comune e supercondominio l’installazione di una sbarra contro le carovane di nomadi
SAN MINIATO. Nell'elenco delle cose da fare c'è anche l'installazione di una sbarra contro le carovane di nomadi, unita alla pulizia e al taglio della vegetazione, alla ricavatura delle fosse per la regimazione idraulica e all'attivazione, finalmente, dell'impianto di pompaggio rimasto fino ad oggi senza corrente. È quanto prevede il decalogo degli interventi per la riqualificazione dell'interporto di San Donato, condiviso tra l'amministrazione comunale e il cosiddetto super condominio, nato dal raggruppamento dei vari condomini che compongono l'area, con l'obiettivo di mettere ordine nell'intricata babele di società invischiate nel caos interporto. L'incontro decisivo si è svolto a San Miniato, alla presenza dell'ormai ex assessore Manola Guazzini, del sindaco Vittorio Gabbanini e dei tecnici comunali insieme a Massimiliano Sedoni e Patrik Tancredi, rispettivamente amministratore e avvocato del super condominio.
«Contro il fenomeno dei nomadi abbiamo concordato di posizionare una sbarra - spiega Tandredi - che sarà installata sulla strada di accesso all'interporto dopo l'ingresso al centro direzionale, in modo da non intralciare la viabilità per il liceo Marconi».
La sbarra arriverà probabilmente nei prossimi mesi, mentre il taglio della vegetazione è già partito da alcuni giorni per concludersi entro un paio di settimane. Il super condominio, poi, si preoccuperà anche di pulire e ricavare la cassa di esondazione lungo il perimetro nord, le cui condizioni avevano sollevato proteste dai residenti. Tra i compiti del Comune, invece, ci sarà l'impegno per l'allaccio della corrente elettrica necessaria a far funzionare l'impianto di pompaggio e a potenziare l'illuminazione pubblica. Allo stesso tempo il super condominio si è attivato anche per chiedere il taglio delle erbacce nei comparti incompiuti, come il gigantesco scheletro di fronte allo svincolo Fi-Pi-Li e il mega capannone lungo la ferrovia.
«Due strutture - dice Tancredi - riconducibili al fallimento della società Santa Croce 2010: abbiamo avviato un confronto con il curatore che si è detto disponibile ad intervenire».
Diversa, invece, la partita per l'area del fallimento ex Dinamica, nello spazio tra il liceo e il distributore. «In realtà quell'area non rientra nell'interporto - precisa Sedoni - e occorrerà probabilmente un'ordinanza da parte dal Comune. Ad ogni modo, rispetto al passato, la nascita del super condominio ha permesso al Comune di avere un unico interlocutore».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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