Il dolore
Chiuso il Sauvage ma c’è il rischio faida
Raffica di denunce, nei guai anche tre buttafuori del locale
PONSACCO. I buttafuori avevano respinto i clienti albanesi ricorrendo anche all’uso di una spranga per cercare di allontanarli. Questo raccontano i giovani rimasti feriti - uno per sfuggire alla denuncia per rissa si è presentato al pronto soccorso di Cisanello dicendo che era caduto dalle spallette dell’Arno a Pisa - tanto che sono pronti a presentare una querela contro i buttafuori del locale Sauvage che li hanno “respinti” in maniera energica. Un episodio tutto da chiarire e che potrebbe alimentare una faida tra stranieri. L’affronto al pub, finito in rissa nel corso dello scorso fine settimana, oltre alla prime conseguenze dovute alle indagini dei carabinieri di San Giovanni alla Vena, registra anche un primo tentativo dei giovani albanesi rimasti feriti di rintracciare uno dei buttafuori, che abita a Ponsacco. Per fortuna il marocchino non era a casa e per allontanare alcuni giovani albanesi, intenzionati probabilmente ad avere un chiarimento con lui, è stato necessario di nuovo l’intervento dei carabinieri. Il timore è alla rissa segua un regolamento di conti vero e proprio.
Intanto le indagini sulla rissa avvenuta lo scorso fine settimane nel discopub di Vicopisano Sauvage hanno avuto un primo effetto. Il locale, in cui il bar è intestato a una anziana del 1935, è stato chiuso in maniera temporanea dalla questura e sono state denunciate per rissa sei persone dagli stessi militari di San Giovanni alla Vena.
Il 10 aprile scorso, poco dopo la mezzanotte, stando a quanto è stato ricostruito dai carabinieri, il locale era diventato un ring tra avventori ed addetti alla sicurezza. In particolare questi ultimi avrebbero usato aste e coltelli. Secondo le indagini svolte dai carabinieri di San Giovanni alla Vena, e che sono tuttora in corso, la lite sarebbe scaturita dalla pretesa di alcuni avventori di entrare all’interno del locale malgrado l’opposizione, «non ancora chiarita nelle ragioni, degli addetti alla sicurezza e sfociata in violente percosse, tra più persone, sei o sette, anche con strumenti, sia all’interno che all’esterno del locale», ha spiegato ieri in una nota stampa la questura di Pisa.
I carabinieri intervenuti sul posto dopo essere stati attivati dai soccorritori del 118, avevano identificato alcune persone sia sul posto che negli ospedali di Pontedera e Pisa dove queste si erano recate per farsi curare le lesioni riportate e giudicate guaribili tra i quattordici ed i trenta giorni. Il questore di Pisa, Alberto Francini, lette le informazioni dell’Arma e ritenuto che il locale costituisca motivo «di pericolo per l’incolumità e la sicurezza degli avventori e per la sicurezza pubblica, ha emanato un provvedimento di chiusura ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza della durata di quindici giorni, a decorrere dalla mezzanotte del 15 aprile».
Nel frattempo le indagini dei carabinieri vanno avanti. Sono stati denunciati per rissa quattro clienti albanesi e due buttafuori, un albanese e un marocchino. È in fase di identificazione un altro buttafuori marocchino. I buttafuori non lavoravano in maniera regolare, per cui oltre alla denuncia rischiano anche una sanzione. Sono in corso altre verifiche sulla licenza e sull’anziana che potrebbe fare da prestanome per l’attività. Se così fosse, la licenza potrebbe anche essere revocata.
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