Il dolore
«Questa sentenza diventa un precedente pericoloso»
Le amiche della donna uccisa dal marito criticano la decisione del giudice che ha assolto Roberto Barbieri dichiarandolo incapace d’intendere e di volere
CASTELNUOVO VAL DI CECINA. Le amiche di Sandra Fillini, uccisa dal marito a 53 anni, si augurano che nel secondo grado del processo la vicenda possa avere un’altra valutazione.
«La sentenza di assoluzione piena dell'autore del femminicidio di Sandra Fillini a Castelnuovo ci lascia senza parole. Lo sgomento, la rabbia e la paura che una tale sentenza provoca in tutte le donne che in questi lunghi anni hanno lottato contro le discriminazioni e la violenza di genere, non possono essere riassunte in poche righe». L’esito del processo di primo grado e il fatto che il marito, Roberto Barbieri, 57 anni, tecnico Enel, sia stato dichiarato incapace di intendere e di volere al momento del fatto ma non socialmente pericoloso, ha creato grande sconcerto nella piccola comunità di Castelnuovo Val di Cecina. «Con questa sentenza una donna è stata uccisa con efferatezza non una, ma due volte. E con lei centinaia di donne italiane che ogni anno perdono la vita per mano di uomini che dicono di amarle. E con loro tutte le donne che vogliono vivere serenamente la loro vita», scrivono le donne dell’associazione “Le Amiche di Mafalda”.
«Questa sentenza non solo legittima ampiamente e inspiegabilmente un omicidio commesso da un uomo su una donna creando un pericoloso precedente in giurisprudenza, ma rende lo spazio pubblico e privato in cui una donna dovrebbe poter vivere senza incorrere in aggressioni e violenza, ancora più fragile e pericoloso. Il femminicidio è l'uccisione di una donna, da parte di un uomo, che come le cronache nazionali raccontano ininterrottamente, è spesso il marito o l'ex, il compagno o l'ex, il fidanzato o l'ex, uomini che non accettano la scelta delle donne di essere sè stesse. Non può esistere scusa, discolpa, analisi circostanziale che possa giustificare un atto del genere. E uno stato che giustifica tali crimini, non può dirsi civile», affermano l’associazione "Le amiche di Mafalda" e lo sportello antiviolenza Alta Val di Cecina .
Barbieri era ossessionato dalla gelosia nei confronti della moglie che già una volta si era separata per circa un anno da lui e che gli aveva da poco tempo comunicato l’intenzione di chiudere il loro matrimonio. L’uomo, come è emerso dalle indagini dei carabinieri, aveva paura di perdere la casa del Sorbo a Castelnuovo dove è avvenuto il delitto. Timori e ossessioni che hanno avuto un ruolo non secondario nella tragedia.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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