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Investimenti sul Wake Park al lago Braccini

Tommaso Silvi
Marco Primucci compie alcune evoluzioni nel Wake Park di Pontedera (Fotoservizio di Franco Silvi)
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Marco Primucci compie alcune evoluzioni nel Wake Park di Pontedera (Fotoservizio di Franco Silvi)

Pontedera: il gestore Mantovani punta a farlo diventare una struttura sportiva di rilevanza regionale

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PONTEDERA. Il silenzio è rotto solamente dal fruscìo della vegetazione e dallo starnazzare delle papere. Il sole accarezza l'acqua e il vento la increspa appena. E pensare che a poche centinaia di metri di distanza c'è il cuore della città che batte forte tra code, semafori e clacson. Due mondi così lontani eppure così vicini. Quasi uno di fianco all'altro. Salire di nuovo in auto dopo aver passeggiato sul pontile ed essere stati cullati dai suoni della natura è veramente difficile. Il fascino del lago Braccini negli ultimi anni ha fatto colpo su parecchi. Primo fra tutti Daniele Bini, imprenditore che ha aperto un ristorante e un bagno sulle rive del più grande dei tre laghi che portano il nome della famiglia che sotto a quelle acque estraeva materiali per la fabbricazione di mattoni.

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A lui nell'agosto del 2012 si è unito Alberto Mantovani, livornese, che con un budget tutt'altro che faraonico è riuscito a mettere in piedi una realtà che oggi conta 400 iscritti e un'ampia varietà di attrazioni a disposizione dei visitatori. Il Wake Park di Pontedera in quattro anni ha sfondato i confini provinciali e addirittura regionali, andando a catturare l'attenzione di campioni di sport acquatici e appassionati di tutta Italia. E ora è pronto ad ampliare l'offerta per i clienti.

«Ho iniziato investendo 60mila euro per l'impianto destinato al wakeboard e ogni anno definisco, potenzio e perfeziono un angolo del parco per renderlo più funzionale e divertente», spiega Mantovani seduto all'interno della casina in legno che usa come magazzino per l'attrezzatura e ufficio personale. Per dodici anni si è divertito a salire sulla tavola del suo wind-surf solcando mari e laghi d'Italia e non solo. Poi, un giorno all'Idroscalo di Milano, l'idea che lo ha portato a Pontedera.

«All'Idroscalo c'è un impianto per il wakeboard molto ben strutturato - racconta il 54enne gestore del parco acquatico pontederese - che però può essere realizzato anche in forma ridotta con costi, ovviamente, minori».

Il wakeboard è una disciplina che può essere praticata in mare, facendosi trascinare da una barca e scivolando sull'acqua grazie a una tavola simile a quella da snowboard, oppure nei laghi, aggrappandosi a un sostegno collegato a un cavo in acciaio che a sua volta scorre su un altro cavo, sospeso tra due postazioni simili a delle piccole torri metalliche. Nella struttura ritagliata su una sponda del "Braccini" è possibile divertirsi anche con il Sup, una tavola su cui si viaggia in piedi con l'ausilio di un remo.
Ma Mantovani per l'estate 2016 ha una novità che guarda ai bambini e alle famiglie: «Sto cercando di chiudere la trattativa per portare sul lago due piccole barche a vela che potrebbero essere utilizzate per gite e corsi».

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La stagione deve prendere ancora il via al Wake Park di Pontedera, che per ora apre i battenti a giorni alterni o su prenotazione. Ciò nonostante sono già parecchie decine le persone che hanno richiesto la tessera dell'associazione sportiva Wake Park, quella che gestisce la struttura, convenzionata con il Coni e con la Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard. L'iscrizione costa dieci euro e per praticare le diverse discipline esistono più pacchetti a seconda delle esigenze.

Mantovani inoltre fa il punto sulla qualità dell'acqua del lago Braccini, finita nel mirino delle critiche negli anni scorsi: «A Pontedera c'è il lago con wakeboard con l'acqua più pulita. Bologna e Ravenna hanno un'acqua peggiore perché il fondale è più basso, al Braccini invece si raggiungono i trenta metri di profondità». Infine Mantovani svela il suo sogno nel cassetto: «Mi piacerebbe portare il wakeboard nelle scuole, con lezioni pratiche al lago a inizio autunno e primavera, e con corsi teorici nei mesi più freddi. I bambini che sono già saliti sulla tavola si sono divertiti un sacco».
 

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