Il Tirreno

Pontedera

Come è difficile fare il pornoattore

Andreas Quirici
Foto di gruppo al termine del casting (foto Silvi)
◗
Foto di gruppo al termine del casting (foto Silvi)

Casting a Pontedera, partecipano in diciotto ma solo quattro “vincono” un provino vero

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Giorgia e Lara sono le prime a esibirsi sul palco. Un balletto, nulla di più, intorno al palo della lap dance. Niente giravolte o avvitamenti, ma un sinuoso ondeggiare, vestite solo di perizomi, autoreggenti e sandali trasparenti con zeppe e tacchi da vertigini. La musica è ovviamente alta e sui divani l'iniziale attenzione del pubblico maschile lascia piano piano il posto a un fitto chiacchiericcio tra gli uomini presenti. Ci sono giovani, ma anche più in su con l’età. Hanno un numerino sul petto e si scambiano impressioni su quello che li aspetta: il casting per diventare attore porno davanti a una giuria composta da Franco Trentalance e Valentine Demy, due star del genere e dal regista di film hard, Max Bellocchio che non è minimamente parente del più celebre vincitore del Leone d’oro alla carriera nel 2011 alla mostra del cinema di Venezia.

Siamo al Penelope disco sexy alla periferia di Pontedera, a ridosso di una zona industriale dove il buio è squarciato dai neon dello strip club. I diciotto partecipanti alla selezione arrivano alla spicciolata da tutta Italia. Ci sono toscani (Livorno, Firenze, Pisa), ma anche ragazzi venuti appositamente per provare il grande salto. Come Mattia Sartore, 22 anni da Mantova, proprietario di un’enoteca che ha già partecipato all’academy del porno di Rocco Siffredi. «È stata una bella esperienza che mi ha fatto capire di essere portato per questo genere di film - dice in attesa di cominciare - Ma per stare calmo mi ripeto che, comunque vada sarà un successo».

[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.13308563:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13308563:1652189024/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

In effetti la presenza delle ragazze che lavorano nel locale e l’afflusso di pubblico cominciano a far salire la tensione tra gli aspiranti porno attori. «Sembra facile - dice Trentalance - ma stare su un set per tre ore e fare sesso a comando del regista, con posizioni che mai si farebbero sul proprio letto rappresentano la vera difficoltà di questo lavoro. Perché di un vero lavoro si tratta, con orari da rispettare e professionalità da dimostrare. Non è per tutti, visto bisogna portare in fondo le scene anche la giornata è di quello negative e in testa ronzano mille pensieri». Se un uomo è tagliato o meno per tutto questo si vede dopo un anno, spiega Bellocchio, mentre per Valentine Demy «per i maschi è più difficile che per le donne, alle quali pesa l’aspetto sociale del ruolo, non la fatica che si prova durante le riprese».

Premesse poco incoraggianti per chi non ha mai avuto esperienze, ma aspira solo a stare in mezzo a belle donne e guadagnare molti soldi. «È il mio sogno fin da ragazzo - spiega Walter Messina, 27 anni di Livorno - e mi piacerebbe davvero provarci». Il discorso gira sulla selezione, di cui non sa niente. Non sa che dovrà farsi palpare sul palco per gioco da Valentine Demy e un’altra ragazza con i pantaloni ben allacciati per sciogliere il nervosismo. E neppure che dovrà poi farsi giudicare le dimensioni del pene dal vivo, rispondere a domande sul mondo del porno e poi eccitarsi sessualmente guardando l’esibizione di una ragazza.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:foto-e-video:1.13308765:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/foto-e-video/2016/04/16/fotogalleria/casting-pornostar-penelope-1.13308765]]

Una prova non semplice che, infatti, la maggior parte non supera. «Non è facile con cinquanta persone che ti guardano e altri dieci che stanno facendo come te sul palco», dice Felice Compagnino, 22 anni, siciliano di origine, ma residente nel Pisano. Lui però è riuscito nell’impresa. È tra i quattro selezionati per un provino vero su un set di Bellocchio, il premio tanto ambito. Felice e Mattia, il mantovano, e poi Nicolas Briganti, 26 anni di Firenze (laurea in fisica, ma arrivato al Penelope perché ama la trasgressione) sono i tre a pari merito. Il vincitore, invece, è Michele Troise, 31 anni, padre di un bambino, della provincia di Caserta, giunto a Pontedera solo per il casting: «Non ho avuto problemi e sinceramente ci speravo dopo che alcune ragazze che lavorano nel quartiere rosso di Amsterdam mi hanno incoraggiato a provare questa strada. In fondo si guadagna bene a lavorare in questo genere di ambiente».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa