Il Tirreno

Pontedera

Tra robot e microchip la scuola cambia volto

Tra robot e microchip la scuola cambia volto

All’Itis va in scena l’Happy hour della tecnica e della scienza

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PONTEDERA. Pedalando su una cyclette riescono a produrre l'energia sufficiente per far sfrecciare due modellini sulla riproduzione della pista del Mugello, da loro assemblata pezzo dopo pezzo con cura maniacale. C'è anche chi, studiando nei dettagli circuiti, lettori e memorie interne è riuscito a confezionare una bussola digitale.

E così i tradizionali banchi cambiano destinazione d'uso e diventano stand sui quali si esibiscono chicche di tecnologia. Tutte progettate e realizzate in classe. L’Itis Marconi ha festeggiato ieri l’inizio della sesta edizione dell' Happy hour della tecnica e della scienza. Una sorta di Expo d’istituto, organizzato e animato dagli studenti. Dall’ingresso nella scuola, ingentilito da ragazzi e ragazze sorridenti che danno informazioni e accompagnano nel cuore dell’esposizione i visitatori, fino ai "gioielli" in mostra, frutto esclusivamente dell'ingegno e delle conoscenze acquisite nelle ore didattiche. La rassegna andrà avanti oggi, dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 21 alle 23, e domani, dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 18,30. «L’Happy hour è nato sei anni fa con l'intenzione di portare alla luce il lavoro svolto dai ragazzi, lasciando da parte la teoria, almeno per qualche giorno», spiega Pierluigi Robino nel discorso di apertura della manifestazione, che non offre soltanto pane caldo per i denti degli amanti della robotica, ma anche soluzioni alternative alla tecnologia. «L’uomo non deve dipendere soltanto dalle invenzioni, che, per quanto siano in grado di migliorare la vita quotidiana, rischiano di far smarrire il senso di libertà, che invece può essere ritrovato e coltivato attraverso la danza», aggiunge Francesco Perelli della quinta Bsa, 18 anni compiuti da poco e prossimo all’esame di maturità, che sogna una scuola che si muove a ritmo di musica: «Siamo un gruppo di studenti provenienti da classi diverse e vorremmo introdurre il tema della danza nell’istituto, coinvolgendo più ragazzi e ragazze possibili. Ci esibiremo all’interno dell’Happy Hour con una coreografia inventata da noi». Tra le mura del Marconi, comunque, il piatto forte è la tecnologia. Federico Landi, Francesco Bartoli, Armen Qari e Leonardo Meini attraverso un tablet fanno manovrare la loro creazione alla prof di Italiano che, divertita dal marchingegno, si lascia andare: «Ragazzi è fantastico, avete fatto un lavoro stupendo». Il robot dei ragazzi della 4E è veramente qualcosa di eccezionale: tanto che a febbraio ha sbaragliato la concorrenza all’Expo Elettronica di Carrara. Conoscenze al servizio dello svago, ma non solo. Al Marconi sono in mostra anche robot di tipo “Rescue”, specializzati nel salvataggio di persone in situazioni d’emergenza. Uno di questi esemplari, capace di seguire un percorso, evitare ostacoli e raccogliere oggetti per riposizionarli in punti precisi, di recente si è qualificato alla fase nazionale della Robcup Junior e gareggerà per conquistare un posto nella finale mondiale, in estate in Qatar.

Tommaso Silvi

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