La manifestazione
Ombra, il cane corso che torna alla vita
Pesava 17 chili quando è stato trovato in Campania Vittima di maltrattamenti è stato salvato a Ponte a Egola
SAN MINIATO. Una storia di sofferenza, denutrizione e maltrattamenti, quella di Ombra, che ha già toccato il cuore molte persone. Arrivato a San Miniato da Ottaviano, in provincia di Napoli, alla fine del mese di marzo, dopo essere stato accolto dalla volontaria Melissa Pieragnoli, questo giovane meticcio nero di circa tre anni non era altro che l'ombra di se stesso. Un incrocio di cane corso di circa 17 chilogrammi di peso (mentre la media per i maschi della razza si aggira intorno ai 30) e con una bassa temperatura corporea. Immediato il ricovero nella clinica veterinaria San Minianimal di Ponte a Egola, dove è stato subito curato.
Un trattamento che ha permesso all'animale d’imboccare sul lungo sentiero della guarigione, in attesa di una famiglia che possa accoglierlo e amarlo come nessuno ha fatto prima. «Ombra mi è stato segnalato da una mia amica volontaria del gruppo Italian setter rescue. Assomigliava tantissimo a Renato, un incrocio di cane corso che ho adottato l'anno scorso dal canile di Sarno - racconta Melissa Pieragnoli - Nella foto era in penombra, seduto nel box. Ho subito deciso di portarlo qui, in modo da attivarmi per trovargli una casa. Mi sono messa in contatto con la struttura ospitante e mi è stato assicurato che, a parte l'anemia, non aveva altri problemi di salute. Il 21 marzo sono andata a prenderlo ad Arezzo, dove era stato inviato dalle volontarie che operano nel canile. Quello che mi si è presentato davanti è stato qualcosa che non avevo mai visto in 20 anni di volontariato: un cane ridotto ad un mucchio di ossa, pieno di cicatrici».
Ombra è stato chiamato così perché non era altro che il fantasma del bell'esemplare che avrebbe potuto diventare se la sorte fosse stata più clemente con lui. Ma Melissa non si è data per vinta e ha fatto di tutto per non vederlo sparire. «Era magrissimo, scheletrico. Le zampe erano fredde. Quando l'ho visto mi sono messa a piangere dalla disperazione. In fondo non si trattava di un vagabondo, ma di un cane ospitato in un canile. L'ho subito portato alla clinica di Ponte a Egola, pensando che fosse gravemente ammalato. Per fortuna non era così e ha potuto recuperare in fretta. Purtroppo ha i reni molto malmessi a causa della denutrizione».
All'ambulatorio veterinario, dove si trova adesso, Ombra viene curato a dovere. Dalle analisi risulta positivo alla leishmania e con le pareti renali compromesse, ma la situazione si può rimediare. «La positività alla malattia è bassa, può essere risolta con una semplice terapia di mantenimento - dice la volontaria - Se non lo avessi preso sarebbe morto entro due giorni». Ad oggi Ombra ha raggiunto i 25 chili di peso e lunedì 18 aprile potrà finalmente uscire dalla clinica. «È un cane dolcissimo, è compatibile con i gatti e adora i bambini. È stato bello vedere quante persone si sono mobilitate per lui. Abbiamo raccolto 900 euro di donazioni per l'acquisto di medicinali, cibo e per coprire le spese delle analisi e della degenza in clinica. Adesso speriamo soltanto di poter trovare una famiglia che possa tenerlo».
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