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Pontedera

Cantini racconta la storia di Tilli

Nel 1683, mentre l'Impero Ottomano avanzava in Europa e stava diventando una minaccia per tutto l'Occidente, un medico cristiano si recò a Costantinopoli per curare nientemeno che il genero del...

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Nel 1683, mentre l'Impero Ottomano avanzava in Europa e stava diventando una minaccia per tutto l'Occidente, un medico cristiano si recò a Costantinopoli per curare nientemeno che il genero del Sultano, Maometto IV. È questa una delle note curiose della vicenda - singolare per l'epoca - di Michelangelo Tilli, originario di Castelfiorentino (1655-1740), che sarà raccontata da Romanello Cantini domani - ore 17.30 - alla Biblioteca Comunale Vallesiana nell'ambito del Festival del Libro Illustrato.

Come ricorda Cantini, Michelangelo Tilli era divenuto medico di bordo della flotta granducale, un incarico che ben si conciliava con la «sua curiosità di conoscere la vita e la natura di vari paesi. La sua fama di medico fu tale che il sultano Maometto IV lo chiamò a Istanbul attraverso l'ambasciatore veneziano» affinché potesse curare il genero. Tilli si recò quindi in Turchia dove tra l'altro curò molti altri nobili ottomani. Più tardi sarebbe andato anche a curare il bey di Tunisi. «In tutti i suoi viaggi - prosegue Cantini - oltre a praticare la medicina Tilli cercò di raccogliere informazioni sulla botanica nei luoghi di produzione». Risultato di questa sua passione per le scienze naturali fu la nomina a direttore dell'orto botanico di Pisa da parte del Granduca Cosimo III nel 1684. Alla morte, nel 1887, Francesco Vallesi lasciò al Comune di Castelfiorentino i 4.000 volumi della sua biblioteca.

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