Proteste
al teatro delle sfide
BIENTINA. Il titolo "Balla" è spiazzante, equivoco. Un imperativo che impone di danzare? O, senza mezzi termini, un detto mendace, una frottola? Le note di regia non aiutano: parlano di un «progetto...
BIENTINA. Il titolo "Balla" è spiazzante, equivoco. Un imperativo che impone di danzare? O, senza mezzi termini, un detto mendace, una frottola? Le note di regia non aiutano: parlano di un «progetto tutto nuovo e un po' misterioso». Di certo c'è che "Balla", pièce prodotta da Guascone Teatro col sostegno del Comune di Bientina e il contributo della Regione, di e con Andrea Kaemmerle, debutta in prima nazionale venerdì (con replica sabato), alle 21.30, al Teatro delle Sfide di Bientina. Al fianco di Kaemmerle uno storico compagno di viaggio, il violinista Roberto Cecchetti («Coppia che ha segnato la storia di tutti i primi spettacoli di Guascone Teatro»), strumentista virtuoso e interprete versatile, a suo agio coi Capricci di Paganini come con le spiazzanti regie e i sorprendenti monologhi del drammaturgo-sodale-amico, a cui fornisce, oltre a una presenza scenica velata di leggerezza bohémienne, delicate e indispensabili colonne sonore, questa volta coadiuvate dagli oggetti di scena di Federico Biancalani e dalla partecipazione di Marfa Jukoskij.
«Inizialmente volevo fare un lavoro sui racconti brevi dei grandi scrittori, sulle cosette scritte in fretta e furia, magari in preda ai vapori dell'alcol o della noia», racconta l'autore. «Ho così raccolto e letto moltissime "short stories" di Gor'kij, Conrad, Bianciardi, Soldati, Singer, Poe, Chandler, Updike, De Lillo, Scott Fitzgerald, Roth, Carver, Joyce, Hemingway, Malamud , ero e sono attratto dai grandi scrittori nel momento che scrivono con la mano sinistra, nel momento in cui non pensano alla loro opera monumentale e forse sono ancora più liberi e diretti... Insomma ci ho messo molto tempo per cascare in quello che per me è stato il racconto-meraviglia: "Il violino di Rotschild" di Anton Cechov.
Narra di un costruttore di bare che, guarda caso, è anche un violinista. Un tipo curioso che fa un bilancio della vita (e della morte) annotando le "perdite" su un suo quadernino. Ciò che viene fuori da quel conteggio al contempo pragmatico e metafisico è sorprendente. Ma come questo messaggio entri a far parte di "Balla", si intersechi con le prospettive narrative di Kaemmerle e interagisca con le note di Cecchetti non è dato sapere.
Tranne che è proprio da questo testo che «nasce questo nuovo lavoro: nuovo doppiamente, perché io e Roberto tentiamo di entrare in mondi e linguaggi ancora più nuovi anche per noi. Così ecco "Balla", progetto che mi fa tremare e mi toglie il sonno come se avessi iniziato questo mestiere da un giorno e non da 27 anni. Forse val la pena fidarsi e venire a spiare questo sogno».
Andrea Lanini
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