Il Tirreno

Pontedera

Un progetto per rianimare Fuori del ponte

Un progetto per rianimare Fuori del ponte

Al via un percorso partecipativo che prevede incontri, cura degli spazi e altre attività pubbliche

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PONTEDERA. Rivitalizzare i luoghi pubblici e gli spazi comuni, coinvolgere i cittadini in azioni di contrasto alla disgregazione sociale, garantire la coesione sociale e l'integrazione fra persone che fanno parte di culture diverse. Questi gli scopi del progetto partecipativo "Abitare fuori dal ponte" che nei prossimi giorni verrà avviato nell'omonimo quartiere, a Pontedera.

Un percorso - condiviso con Apes (Azienda pisana edilizia sociale), l'agenzia per l'abitare sociale CasaValdera e la consulta di quartiere - finanziato per 18mila euro dall'Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione. Il progetto verrà presentato alla cittadinanza in un'assemblea pubblica venerdì pomeriggio, alle 17,30, nella sala della consulta di quartiere del Teatro Era. «Il nostro è un tentativo di coinvolgere i cittadini nella vita del proprio condominio e del quartiere. Abbiamo scelto Fuori del ponte perché è un luogo dinamico, principalmente popolare, dove abbiamo già fatto esperienze positive - spiega l'assessore alle politiche abitative Marco Cecchi - Una di queste è stato il portierato sociale in via Martin Luther King. Un anno fa abbiamo inaugurato 49 alloggi di edilizia popolare, assegnati a famiglie di estrazione medio-bassa, delle quali 27 italiane e 22 straniere. Adesso rilanciamo questa esperienza».

Il focus del percorso partecipativo saranno alcuni spazi pubblici e gli stessi plessi condominiali del quartiere, da riqualificare con attività di aggregazione, di manutenzione e cura del verde. Attraverso delle riunioni pubbliche che andranno avanti fino al mese di luglio, dunque, si punterà ad intercettare le proposte dei residenti per mitigare la disgregazione sociale e realizzare progetti ed eventi. «Uno dei punti principali del progetto sono la rivitalizzazione dei 4 fondi comunali sfitti di viale Italia, gestiti da Apes, e dell'anfiteatro retrostante il Teatro Era, ancora non utilizzato» spiega Cecchi. Il primo appuntamento sarà quello del fine settimana di sabato 21 e domenica 22 maggio, presso la sede Auser di via Morandi e il Circolo Bertelli: un incontro di "storytelling", durante il quale gli abitanti e i ragazzi dai 10 ai 14 anni si ritroveranno per raccontare la propria storia e ripercorrere quella del quartiere.

«L'obiettivo è rendere i cittadini consapevoli della realtà in cui vivono, vista anche la grande presenza di stranieri - dice Riccardo Minuti, presidente della Consulta di quartiere - Per questo il momento conclusivo del percorso sarà la festa del buon vicinato, durante la quale verrà fatto il bilancio». Alla presentazione del progetto erano presenti anche il presidente di Apes, Lorenzo Bani, e il presidente di CasaValdera, Simone Carraro. Lo scopo finale sarà quello di mantenere nel quartiere un presidio permanente di cittadini in grado di mantenere in vita le relazioni di prossimità.

«Per questo ai residenti verrà offerto un corso per acquisire le competenze di animatore della comunità» spiega il consigliere alla partecipazione Mattia Belli. Un percorso per superare la microconflittualità in un quartiere dove si trova il 55% di alloggi popolari della città di Pontedera.

«Un luogo dove lo sviluppo urbanistico e infrastrutturale è stato forte e dove abbiamo già fatto investimenti, come il teatro e gli impianti sportivi», conclude il sindaco Simone Millozzi.

Elena Battaglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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