Sicurezza
Il sindaco caccia Guazzini Tolte le deleghe all’assessore
Rottura definitiva tra Vittorio Gabbanini e la titolare di lavori pubblici e ambiente «È venuto meno il rapporto di fiducia». Ma la decisione crea malumori nel Pd
SAN MINIATO. Mondo politico in subbuglio all'ombra della Rocca. È di ieri pomeriggio la nota con cui il sindaco Vittorio Gabbanini ha comunicato il ritiro delle deleghe all'assessora Manola Guazzini (Pd), responsabile di lavori pubblici, lavoro, ambiente e pari opportunità. Fulmine a ciel sereno per i più, la notizia aveva cominciato a trapelare fin dalla mattina. Nel pomeriggio, dopo una giunta-lampo, è arrivata l'ufficialità.
«Nonostante diversi tentativi di conciliazione - ha scritto il sindaco - è venuto meno il rapporto fiduciario alla base della nomina, ostacolo per una serena prosecuzione dell'attività di governo della giunta comunale. Il sindaco ringrazia Manola Guazzini per l'impegno svolto in questi anni».
Ferma la prima dichiarazione dell’ex assessora: «Prendo atto della decisione con la consapevolezza di aver fatto il mio lavoro con impegno e passione, fino all'ultimo - ha dichiarato - Allo stesso modo credo non ci sia nessun mio atto istituzionale che giustifichi tale decisione, se non le normali discussioni, più caratteriali che altro, che contraddistinguono ogni luogo di lavoro. La politica è un'altra cosa».
Molte, nelle ore successive, le voci che si sono rincorse dentro e fuori il Comune, anche a rinnovare lo spirito "balcanico" che a tratti ha caratterizzato la politica saniminiatese, attraversata da quella che ora i più smaliziati leggono come un calcio d'inizio alle dinamiche pre-elettorali. Tutto fumo, al momento, anche se la cacciata dell'assessora pare non sia andata giù ai dirigenti del partito, segretario in testa, Francesco Lupi, il quale ha detto al sindaco di non essere d’accordo.
Guazzini è ora fuori da tutti gli organi istituzionali. Malgrado fosse stata eletta (seconda in lista con 494 preferenze) aveva rinunciato all'incarico di consigliera al momento in cui era diventata assessore, come da legge nei Comuni sopra i 15mila abitanti. Niente, ancora è stato fatto trapelare circa la riassegnazione delle deleghe. Nel caso il nuovo assessore sia preso dal consiglio, vi sarà quindi una surroga anche in quel consesso.
Nilo Di Modica
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