Sicurezza
Crv, i sindacati vanno all’attacco
«Trattative interrotte per volontà della banca. Cercavamo una conciliazione, invece il 15 scioperiamo»
VOLTERRA. «Il giorno dello sciopero,il 15 aprile, la banca non faccia come in passato. Non sostituisca con altri i lavoratori che si astengono dal lavoro». L’avviso, quasi un ultimatum. arriva dai sindacati che si sono ritrovati in Piazza dei Priori per parlare delle questioni che ruotano intorno alla Cassa di risparmio di Volterra:i rappresentanti provinciali e locali di Cgil, Cisl e Fabi hanno spiegato le ragioni dei dipendenti della CrV. Giudizio unisono da tutti i rappresentanti: «No al muro contro muro. Non cerchiamo un contratto acquisitivo: vogliamo sederci a un tavolo di trattativa da pari a pari. Le regole del gioco non possono essere scritte da un solo soggetto, in questo caso l'azienda».
Preoccupazione anche per la mancanza di trasparenza che da tempo l’istituto di credito ha nei confronti delle organizzazioni sindacali. «Non sappiamo niente sulle future strategie e il suo sviluppo futuro. Non ci hanno mai convocato per spiegarcele. Non abbiamo notizie di un piano di rilancio. Poi con decisione unilaterale sono previsti tagli pesanti alle tutele dei lavoratori, come quelle sui trasferimenti. Vengono mantenuti privilegi per gli alti gradi, ma vengono tagliati quelli per le aree impiegatizie. Si vuol dividere i lavoratori. Se c'è un momento di difficoltà, come sindacati lo comprendiamo, ma se ci si deve sacrificare questo valga per tutti, partendo da chi può dare di più».
Questi i problemi che hanno determinato la mobilitazione. Le trattative sono state interrotte per «motivi non giustificabili da parte dell'azienda. Stavamo facendo un tentativo di conciliazione: c’erano degli incontri in calendario. Ma già il primo è saltato perché la partenza erano i punti che l'azienda aveva imposto già. Ripeto in maniera unilaterale. Vogliamo trattare, basta che il direttore generale passi dalle parole ai fatti, dando concretezza a quello dichiarato fino a oggi alla stampa». I sindacati sottolineano che «Aspettiamo risposte dal presidente della banca. Intanto ci poniamo delle domande: non si capisce come mai in questi ultimi tempi le assunzioni si basino sui pensionati per ruoli importanti. Alla Fondazione chiediamo cosa voglia fare, sul piano industriale nei prossimi anni. Siamo consapevoli che la Cassa contribuisce allo sviluppo del territorio: che è anche produrre cultura delle relazioni rispettose dei diritti e dei doveri di ciascuno».
Leonardo Dell’Aiuto
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