Sicurezza
Incidente superato, in Cromochim tutto ok
L’azienda è tornata in attività, i tecnici dell’Arpat hanno escluso problemi di tipo ambientale
SANTA CROCE. È tutto tornato alla normalità alla Cromochim. L'azienda, interessata da un incidente lo scorso 26 novembre che provocò la fuoriuscita di alcune sostanze chimiche nell'aria e nelle fognature, è tornata già da qualche tempo in attività, avendo ottemperato alle varie prescrizioni di Azienda sanitaria e Agenzia regionale per la protezione ambientale.
«Prescrizioni che almeno per quanto riguarda noi sono state rispettate, da qui il riavvio, dopo l'impegno in questi mesi nella bonifica delle aree interessate dall'incidente», aggiunge il sindaco Giulia Deidda.
A dare notizia della chiusura pressoché definitiva del nuovo iter autorizzativo è aapunto l’Arpat, rendendo pubblici i risultati delle sue analisi poco dopo l'incidente al reattore. Misure di emergenza e monitoraggi ambientali che sono stati comunicati anche al Comune di Santa Croce sull'Arno e dai quali emerge una situazione sotto controllo. Alcune sostanze sono fuoriuscite, ma non in misura tale da arrecare danni, in sintesi.
«Arpat ha escluso criticità dal punto di vista ambientale - spiegano - Il 3 dicembre furono prelevati cinque campioni di terreno nelle vicinanze, tenendo conto dell'elaborazione dei dati meteo durante l'incidente. Fu prelevato anche un campione "bianco" di terreno, situato in direzione opposta e distante dalla sorgente dell'evento, per un confronto. Le concentrazioni di cromo (esavalente e totale), sui campioni prelevati, risultavano inferiori o compresi tra i valori fissati dalle normative. Anche se i riscontri analitici risultano talvolta superiori al valore di confronto, questi comunque rispettavano le concentrazioni soglia».
Ad essere analizzate sono state anche le acque. «Confrontando i risultati analitici a valle dello stabilimento con quelli del campione a monte, è risultato evidente come l'effetto dell'incidente abbia interessato le acque della fognatura bianca solo nel tratto di fronte allo stabilimento - scrivono da Arpat - Negli altri due punti poco più distanti non è invece risultata significativa la concentrazione di cromo».
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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