Italia
Tenta furto di yacht: patteggia 2 anni
Nel mirino un Phantom da 700mila euro ormeggiato a Marina
MARINA. Un’organizzazione capace di far sparire yacht da milioni di euro nei porti italiani e piazzarli sulle coste del Mediterraneo al domicilio nautico di ricchi stranieri che non guardavano tanto alle forme pur di avere la loro imbarcazione di lusso a un prezzo fuori mercato.
La banda fu scoperta nel dicembre 2013 dai carabinieri di Pesaro e Urbino con l’operazione “Olimpia”. Un tassello di quel blitz, con 9 arresti e 40 denunce, si incastrò anche al porto di Marina di Pisa. Un puntino nell’atlante di un’inchiesta internazionale a cui partecipò anche l’Interpol. A Marina i militari scongiurarono il furto di un motoyacht Phantom 48 del valore di 700mila euro. Era uno dei tanti furti su commissione che la gang aveva pianificato e che fallì grazie all’intervento dei militari. Per quell’episodio uno degli indagati coinvolti nella vicenda ha patteggiato 2 anni per tentato furto aggravato. Emanuele Battaglia, 29 anni, residente nella provincia di Novara, assistito dall’avvocato Gabriele Dell’Unto, ha chiuso con un patteggiamento la sua posizione stralciata dal resto dell’organizzazione.
A differenza del resto degli arrestati nel dicembre 2013 non gli veniva contestata l’associazione per delinquere. Per quel tentativo, poi abortito, di rubare un moto yacht ha definito una pena che gli ha consentito di avere la sospensione condizionale. Diversi della banda erano accusati di associazione per delinquere finalizzata al furto di imbarcazioni di lusso, riciclaggio, ricettazione e truffe ai danni delle assicurazioni.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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