Toscana
Ex Salina, produzione bloccata contro i licenziamenti
Volterra: sciopero con presidio e assemblea pubblica alla Locatelli, mobilitate anche le istituzioni
SALINE DI VOLTERRA. Blocco totale della produzione per un giorno, presidio e assemblea pubblica con presenza di operai delle altre fabbriche di Saline di Volterra, sindacati e le istituzioni. È quanto andato in scena lunedì 11 aprile nella frazione della città etrusca, con uno sciopero di 24 ore, davanti ai cancelli della Locatelli, società bergamasca che ha rilevato la ex Salina di Stato, l'azienda produttrice di sale dove lavorano circa 40 persone.
La protesta è stata organizzata dopo tre licenziamenti messi in pratica dalla dirigenza di altrettanti dipendenti addetti all'amministrazione. Locatelli ha spiegato, nei giorni scorsi, che i licenziamenti siano stati dovuti al fatto che l'amministrazione viene svolta solo nell'altro stabilimento, quello di Bolgare in provincia di Bergamo. E che i tre lavoratori erano stati definiti esuberi già dallo scorso gennaio, ma non sono state trovate soluzioni valice per evitare la peedita del posto di lavoro. I sindacati, invece, rifiutano la decisione presa dall'azienda e accettano di confrontarsi con la dirigenza solo dopo il ritiro dei licenziamenti. Il 14 aprile è prevista la riunione tra l'azienda e le due donne licenziate (le prime un ordine temporale, mentre il terzo è un uomo che ha ricevuto la lettere in un secondo momento) davanti alla commissione della Direzione territoriale del lavoro presso cui è stata aperta una procedura di conciliazione in seguito al licenziamento per motivi oggettivi.
Massimo Basilei, sindacalista della Cgil, ha spiegato che "Locatelli ha sbagliato e deve tornare indietro sui suoi passi. Ha avuto bisogno delle istituzioni e del territorio per far approvare il piano industriale. Ora non può ripagare la Valdicecina in questa maniera".
Presenti anche i sindaci di Volterra, Marco Buselli, e il suo collega di Pomarance, Loris Martignoni. Il primo ha ribadito la priorità di ritirare i licenziamenti prima di poter parlare di nuovo con l'azienda. Il secondo ha proposto di sedersi di nuovo al tavolo con Locatelli, ma con più chiarezza sui programmi e sul futuro. Federico Mambrini, esponente della Uil, ma a nome delle tre sigle sindacali che stanno segunendo la vicenda, ha sottolineato: "Locatelli ci ha preso in giro troppe volte e noi non abbiamo mai messo i bastoni fra le ruote della dirigenza. Oggi siamo qui a scioperare per ribadire la dignità del lavoro e dello stipendio".
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