Il Tirreno

Pontedera

Turismo: a San Miniato otto appartamenti per l’albergo “diffuso”

L’amministrazione ha redatto uno studio di fattibilità con le linee guida dell’operazione individuando immobili sfitti, tariffe e introiti per i gestori

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SAN MINIATO. A disposizione ci sarebbero già otto appartamenti, dislocati in vari punti del centro, pronti ad entrare a far parte del cosiddetto "albergo diffuso". L’obiettivo è quello di intercettare una forma nuova e diversa di fare turismo, recuperando immobili sfitti e offendo un'opportunità di lavoro pensata soprattutto per i più giovani.

È quanto prevede il progetto che il comune di San Miniato ha inserito tra le opere del cosiddetto Piu, il "Progetto di innovazione urbana" finanziato dalla Regione, la cui realizzazione dipende ovviamente dalla concessione dei relativi finanziamenti. Per sostenere l’idea, l’amministrazione ha redatto un dettagliato piano di fattibilità che ipotizza la realizzazione di un albergo diffuso nel centro di San Miniato, individuando anche una serie di immobili attraverso un’agenzia immobiliare. In base alla legge regionale 71 del 2013, infatti, l'albergo diffuso deve essere composto da una serie edifici già esistenti ubicati "all'interno di una determinata area del centro storico, con servizi e camere dislocate in edifici distanti a non più di 500 metri dalla reception". Una possibilità sostenibile secondo lo studio redatto degli uffici comunali, alla luce dei numeri della ricettività di San Miniato che «negli ultimi anni - scrivono dagli uffici comunali - ha mostrato valori crescenti con buone prospettive di ulteriore sviluppo». Otto, quindi, gli immobili per i quali ci sarebbe già la disponibilità dei relativi proprietari: piccoli appartamenti ubicati in via Conti, piazza del Popolo, via Battisti, via San Carlo, via Guicciardini, via Carducci e via Maioli, ai quali si aggiungono i locali dell'ex ufficio cultura e della torre di Matilde (inseriti nel complesso del Miravalle), che il Comune metterebbe a disposizione come reception dell'albergo diffuso. La dotazione complessiva sarebbe di 1500 metri quadri per un totale di almeno 42 posti letto. Secondo le ipotesi dell'amministrazione, l'eventuale soggetto privato che decidesse di fare proprio il progetto, dovrebbe prevedere circa 300mila euro di lavori per il restauro e la messa a norma degli immobili.

«Ipotizzando - si legge nella relazione - un utilizzo minimo per ogni appartamento di una settimana ogni mese, con una media di tre posti letto ciascuno, si ottiene una stima di 3528 presenze l'anno, le quali, con una tariffa media di cinquanta euro a persona al giorno produrrebbe un introito annuo di circa 176mila euro. Si prevede - prosegue il documento - che dei 50 euro a persona una metà vada a beneficio del proprietario dell'immobile e l'altra metà alla struttura dell'albergo diffuso, producendo ricavi per 6300 l’anno per ogni appartamento». Per adesso, comunque, è poco più di un'ipotesi, pensata per intercettare un ulteriore frontiera del turismo. Il tutto, ovviamente, in attesa di capire quale sarà il futuro dell'hotel Miravalle da un lato, e la gestione del nascente ostello di piazza Mazzini dall'altro.

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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