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Ex Salina, arriva la lettera del terzo licenziamento

Ex Salina, arriva la lettera del terzo licenziamento

La decisione dell’azienda pochi giorni dopo aver mandato a casa due mamme I sindacati: «Proprietà schizofrenica, ha appena fatto sette assunzioni»

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SALINE DI VOLTERRA. Mentre i sindacati lanciano una sorta di ultimatum alla proprietà della ex Salina di Stato («O ritira i licenziamenti delle due mamme oppure blocchiamo la produzione»), un altro lavoratore si ritrova senza il posto. Dopo Flavia Poli e Cristina Di Lucido la lettera è stata consegnata anche a un loro collega che finora ha svolto lavoro d’ufficio, prima all’ufficio spedizione e poi occupandosi di amministrazione quando le due donne erano in maternità. «È l’ennesima dimostrazione della schizofrenia di questa proprietà - dicono i sindacati di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil - Pochi giorni fa hanno stabilizzato cinque lavoratori, che erano stati impiegati con contratti interinali, assumendone due ulteriori. Nel frattempo, però, ne licenziano tre. È una situazione davvero assurda».

Si va, quindi, verso un braccio di ferro che oggi dovrebbe avere un passaggio decisivo. Resta aperta la strada della protesta dura, come avevano promesso nei giorni scorsi i sindacati, dopo il presidio messo in pratica la scorsa settimana col blocco delle merci in entrata e in uscita davanti alla fabbrica di Saline di Volterra con sindacati, rappresentanti istituzionali ed ex operai della Smith Bits, presenti in segno di solidarietà.

«Vedremo cosa accadrà - riprendono i sindacati - Di certo l’azienda deve scordarsi di poter discutere con noi sul cambio di contratto da applicare ai dipendenti. Attualmente è in vigore quello legato all’industria alimentare, mentre la proprietà vorrebbe applicare quello minerario. Ma non devono assolutamente pensare di barattare posti di lavoro con questo loro progetto. Non esiste licenziare personale che si reputa in esubero senza attivare gli ammortizzatori sociali come ha fatto l’azienda».

La Locatelli Saline di Volterra, proprietaria della ex Salina di Stato ha una fabbrica anche a Bolcare, in provincia di Bergamo ed è lì che ha pensato di concentrare tutta l’attività di amministrazione. Ecco perché ha deciso di licenziare gli amministrativi del sito produttivo nel Volterrano.

Una vicenda abbastanza contorta con un risvolto ulteriore, l’impegno che la Regione Toscana ha messo per aiutare l’impresa a rimettersi in carreggiata dopo un periodo nero in cui la mancanza di liquidità aveva messo a rischio il futuro dei 40 lavoratori con l’allarme che si era diffuso in Valdicecina per un altro tassello dell’economia e dell’occupazione che rischiava di saltare dopo il dimezzamento di posti di lavoro alla Smith Bits.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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