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Pontedera

Carburante nei campi «Intervenga l’Arpat»

Carburante nei campi «Intervenga l’Arpat»

Il Comune chiederà informazioni sui controlli eseguiti

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PONTEDERA. Il caso dell’inquinamento da idrocarburi segnalato da alcuni cittadini nella campagna tra Montecastello e La Rotta e conseguente ad uno dei tanti assalti all’oleodotto che trasporta in carburante dalle raffinerie di Livorno alla zona di Calenzano è seguito dall’Arpat e il Comune non ha ricevuto da Eni alcuna informazione ufficiale. È quanto afferma l’assessore ai lavori pubblici Matteo Franconi, che ha anche la delega all’ambiente, dopo le segnalazioni dei cittadini che temono conseguenze per la loro salute.

L’unica cosa certa è che lo sversamento di idrocarburi nella campagna di Pontedera c’è stato prima di Natale. Eni, proprietaria dell’oleodotto, è intervenuta per la bonifica. Ma al di là di quelli che sono i lavori effettuati in queste settimane nessuno, a cominciare dagli interessati per finire al Comune, ha avuto informazioni scritte, con comunicazioni ufficiali, di quello che sta succedendo.

«È un fatto che si verifica su terreni privati - dice Franconi - il Comune non ne ha alcuna competenza. Abbiamo comunque chiesto informazioni all’Arpat e cercheremo di capire quello che si sta verificando». Di sicuro c’è un pozzo artesiano la cui acqua è stata contaminata dagli idrocarburi e quindi non può essere utilizzata. C’è una famiglia alla quale Eni ha fornito una cisterna con acqua potabile da collegare all’utenza domestica.

Altre certezze non ce ne sono anche se si parla di ambiente, inquinamento e tutela della salute del cittadino. «Effettivamente - spiega Franconi - Arpat non ci ha mai fornito i dati in forma ufficiale ma la situazione risulta sotto controllo e anche Eni si è subito attivata».

Eni, da noi contattata ieri mattina, non ha fornito alcuna notizia sull’andamento della bonifica che è in corso in via delle Sodole nella campagna di Montecastello.

Il Comune, ora che i cittadini hanno reso pubblica la vicenda, ha promesso di chiedere informazioni più precise anche per dare le prime risposte ai cittadini. Comunque già ieri sono stati presi contatti con Eni per chiedere la scheda tecnica dell’intervento che è in corso ormai da settimane. Questa mattina un dipendente dell’ufficio ambiente incontrerà gli operatori di Arpat e chiederà se ci sono novità rispetto all’inquinamento che è stato evidenziato dalle analisi dopo lo sversamento nella zona di Montecastello. Purtroppo, così come è successo anche in altre circostanze, il furto non è stato scoperto subito dopo che i ladri avevano manomesso l’oleodotto. Così lo sversamento del carburante è andato avanti per qualche tempo e non è chiara nemmeno la quantità di gasolio o di benzina che si è dispersa nel terreno.

I privati interessati dal problema dopo mesi di silenzio chiedono che sia fatta chiarezza sulla vicenda. Ovviamente potranno chiedere i danni ad Eni. Ma questo potrà succedere in un secondo momento. Ora l’urgenza principale è quella di avere informazioni precise sulla portata dell’inquinamento e sugli eventuali rischi nel corso del tempo. Insomma si chiede agli enti coinvolti di fare un’operazione trasparenza.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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