Il dolore
Folla commossa per l’addio a Davide Saverdi
Tanti gli amici presenti al rito funebre in San Giuseppe, sulla bara una maglia della Stella Azzurra
PONTEDERA. Tanti, tantissimi fiori. Come se ognuno ne avesse portato uno. E poi, adagiata sulla bara, una maglia da calcio con lo stemma della Stella Azzurra con le firme dei suoi vecchi compagni di scuola che sono cresciuti con lui giocando a pallone e che si sono ritrovati con gli occhi gonfi per le lacrime e la voce rotta dalla commozione.
Sono solo due delle infinite scene che hanno tratteggiato l'addio a Davide Saverdi, il 42enne pontederese, dipendente della Siat, il cui funerale si è svolto ieri in una chiesa di San Giuseppe piena di gente. Tutti con lo sguardo perso nel vuoto per una morte dovuta a un infarto che lo ha colto in uno dei suoi momenti più spensierati degli ultimi tempi, la cena con i vecchi compagni di scuola. Anche loro erano presenti, stretti in un abbraccio infinito ai genitori, Dino e Gabriella, alla sorella Barbara, alla moglie Paola, ai loro figli e ai nipoti. Un fiume di persone che, prima e dopo le esequie officiate da don Giulio Giannni e da don Angelo Cuter, parroco del Sacro Cuore ai Villaggi, hanno voluto salutare con un bacio o una carezza quella famiglia che da venerdì sera non si dà pace. In chiesa anche esponenti dell'amministrazione comunale, col sindaco Simone Millozzi in testa, e tanti rappresentanti delle varie anime di Pontedera con cui Davide era entrato in contatto nell’ambito del suo lavoro alla società che gestisce i parcheggi. Commovente la lettera letta dal cognato, Matteo Ghilli, verso la fine della celebrazione.
«Riuscivi a essere contemporaneamente amico, collega, figlio, marito, cognato - ha detto Ghilli tra i singhiozzi generali - Sei l'albero che ci riparava dal sole e dalla pioggia e sotto il quale continueremo a ripararci. Noi lo sappiamo che ci sarai sempre e ti promettiamo che ognuno di noi farà la sua parte per mitigare il dolore e per dare conforto a chi è rimasto».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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