Il Tirreno

Pontedera

Antenne, in consiglio salta il numero legale

Nessuna votazione per adottare il piano della telefonia: alcuni consiglieri lasciano l’aula dopo che un emendamento del Terzo Polo non è stato accettato

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CASCINA. Salta l'adozione del piano per la telefonia mobile. Dopo anni di lavoro e una commissione tecnica creata ad hoc, l'impianto normativo volto a disciplinare la localizzazione, l'installazione, la verifica e la modifica degli impianti che generano campi elettromagnetici sul territorio cascinese, non ha passato lo scoglio del consiglio comunale. Iniziata la seduta senza intoppi, il numero legale necessario per le operazioni di voto è mancato per l'uscita di cinque consiglieri di minoranza. Ora la palla passa alla presidente Paola Viegi, che probabilmente convocherà il nuovo consiglio comunale già per domani 7 aprile. In quell'occasione il numero legale necessario per l'adozione del provvedimento sarà dimezzato.

Dopo un avvio tranquillo in cui il sindaco Alessio Antonelli ha anche chiesto il supporto di tutto il consiglio, Michele Parrini di Progetto Cascina (Terzo Polo) ha presentato fuori tempo massimo un emendamento che la presidenza, attenendosi al regolamento, non ha accettato. Oltre ad alcune osservazioni e variazioni avanzate su diversi articoli del "piano", l'emendamento presentato da Parrini voleva colpire soprattutto sull'articolo 32, la novità normativa voluta dall'amministrazione circa gli incentivi alle compagnie di telefonia pronte a spostare le proprie antenne su terreni comunali (quindi valutati dal "piano" più idonei a riceverli). In quell'articolo l'amministrazione avrebbe potuto "valutare" di concerto con le compagnie la ricollocazione delle antenne, mentre l'emendamento voleva spostare sull'amministrazione la possibilità di "decidere" e al comma 4, di "disporre" la ricollocazione degli impianti se installati in aree non idonee e non rispondenti al principio di minimizzazione.

Arrivati alla votazione, quindi, pian piano i banchi dell'opposizione si sono svuotati e dei 15 consiglieri presenti ad inizio seduta sono rimasti i 10 rappresentanti della maggioranza, mentre il numero legale richiesto era di 13.

Non sono mancati momenti di tensione subito sedati, con lo scambio di accuse tra Antonelli e Parrini sulle modalità e le tempistiche avute nel presentare l'emendamento.

«Viene da pensare che lo abbiano presentato fuori tempo massimo apposta per far slittare il voto», dirà il sindaco Antonelli a fine seduta. «A noi - conclude Parrini - il "piano" non piace e non lo voteremo».

Carlo Palotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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