Lutto
La lettera - Ci sediamo sul tetto delle auto ma siamo bravi ragazzi
L'episodio di Pontedera. Uno degli studenti protesta per essere stato dipinto come un bullo: i suoi amici erano stati ripresi mentre bevevano una birra seduti sul tettuccio di un'auto in sosta. La risposta del direttore
Mi chiamo P.F., un ragazzo come tanti di 20 anni che abita a Montopoli. Posso ritenermi una persona tranquilla, vado all’università e nel tempo libero esco con i miei amici in piazza. La mia è una famiglia tranquilla, in cui sono cresciuto bene senza mai grandi problemi. Vi scrivo per l’articolo: «Teppisti per noia, ripresi dalle telecamere». Sono uno di quei tre ragazzi presenti nel video in cui i miei amici si mettono a sedere sul tettuccio di una macchina, per precisione sono quello in piedi di fronte a loro. Contrariamente a quanto fate trapelare dall’articolo, non ci droghiamo, non ci ubriachiamo tutti le sere e i nostri genitori ci hanno sempre voluto bene e non ci hanno mai fatto mancare niente. Le cose che vorrei dire su quell’articolo, credetemi, sono un’infinità, ma per non cadere in banalità, mi vorrei soffermare solo sulle falsità che avete scritto, citandovi testualmente: “A loro poco importa delle ammaccature che hanno lasciato sulla vettura”, e ancora: “Non la pensa così il proprietario che si è rivolto ai carabinieri e vuole ottenere il risarcimento dei danni”.
Teppisti sull'auto in sostaPiccoli teppisti per le vie di Pontedera. Il proprietario dell'auto ha chiesto i danni http://bit.ly/1TiH7oR
Posted by Il Tirreno on Wednesday, March 30, 2016
Ora, io non so quali siano le vostre fonti, ma sulla vettura non sono presenti danni, il proprietario non ha contattato i carabinieri, ma è stato esattamente il contrario, e soprattutto non vuole alcun risarcimento, semplicemente perché non c’è niente da risarcire! Ci terrei a precisare oltretutto che i due ragazzi colpevoli si sono subito messi alla ricerca del proprietario della vettura, con ogni mezzo, per scusarsi e per ripagare l’eventuale riparazione che però non è servita. Ma la cosa che mi ha dato veramente fastidio sono i commenti sotto lo stesso video che avete pubblicato sulla vostra pagina Facebook, in cui persone che non conoscono neanche la vicenda, poiché non l’avete saputa raccontare, si permettono di dare giudizi su di noi, minacciando il linciaggio e definendoci criminali.
Ma la cosa che non posso assolutamente accettare è che si tiri in ballo i nostri genitori, colpevoli, secondo questi geni, di essere degli stupidi che non sanno tenere a regola i loro “sbandati figlioli” (...). Vi posso assicurare che quei commenti non mi hanno fatto sentire bene, e così anche ai miei amici. E di quei commenti ritengo voi della redazione colpevoli. Sì, perché il vostro articolo fa trasparire come i giovani di oggi siano tutti senza i sani principi di una volta (che quando era questa volta prima o poi me lo spiegherete), senza valori, dediti solamente al crimine e alla droga e alla continua ricerca di modi alternativi per divertirsi. Io non so come siano i vostri figli o gli under 25 che conoscete, ma credo che viviate completamente fuori dal mondo.
Quindi, se non avete niente di interessante da scrivere non fate niente, invece di tirare fuori le solite manfrine sui giovani per fare contenti i vostri lettori anziani. Né io, né i miei amici ci sentiamo dei vandali o delle cattive persone, e credo a ragione, anzi credo che in questa storia i veri bulli siate voi che sparate a zero sulle persone, non conoscendo né la loro storia personale né, tanto meno, la cosa di cui scrivete, che, anche se non me ne intendo, credo sia una cosa essenziale per un buon giornalista. Esigo quindi la rettifica di quanto scritto, e le vostre scuse anche a nome di quanti hanno offeso noi e le nostre famiglie per colpa vostra. P.F.
***
Si può essere bischeri e andarne fieri, ma non cerchi di convincerci. Innanzi tutto i fatti: siete stati denunciati dai carabinieri. Il proprietario dell’auto ha deciso di non farlo dopo che vi siete scusati. Il Tirreno non ha espresso alcun giudizio morale né su di voi né sulle vostre famiglie: ha raccontato che siete saliti sul tettuccio di una macchina con la bottiglia in mano e ha notato che non si tratta di un comportamento esemplare. Che lei rivendichi il suo diritto a considerarlo normale è una tesi che non ci appassiona. Quando acquisterà un’auto forse cambierà idea. (om)
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