Il dolore
La Crv assume 12 giovani a tempo indeterminato
Si tratta di under 35 che avevano lavorato nelle filiali con contratti a scadenza Ma è braccio di ferro con i sindacati sul rinnovo del contratto: il 15 nuovo sciopero
VOLTERRA. «Alla lettera aperta dei sindacati rispetto alla vertenza per il rinnovo del contratto integrativo, che ha portato alla rottura delle trattative, a uno sciopero e a polemiche, dico che è nostra intenzione sottoscrivere un accordo che si liberi delle rigidità del passato».
Così il direttore generale della Cassa di risparmio di Volterra, Roberto Pepi, sul braccio di ferro tra azienda e banca per il rinnovo del contratto, in un momento in cui l'istituto di credito annuncia di aver stabilizzato 12 under 35 assunti con contratto a tempo indeterminato.
«L'inserimento nell'organico di un gruppo di giovani altamente motivati che abbiamo precedentemente formato è un contributo importante al processo di sviluppo e cambiamento che sta portando avanti la nostra banca», ha aggiunto Pepi. In più 16 neolaureati hanno frequentato lezioni impartite dai dirigenti della Cassa su materie bancarie e finanziarie. A 4 di loro è stato offerto uno stage nell'istituto. Creazione di un «serbatoio di giovani risorse», come lo chiama il direttore della banca.
«Se si riduce la discussione al livello di stipendio si commette un errore - spiega - perché la situazione economica del Paese è tale da obbligarci a cambiare il sistema con cui si arriva agli accordi. Noi vogliamo premiare il merito, la professionalità e la capacità di ciascun lavoratore. Non distribuire aumenti solo per il fatto che una persona è presente o meno al lavoro. Ecco perché rifiutiamo le logiche del passato, ma siamo pronti a una discussione che permetta di raggiungere questi obiettivi».
Quando il discorso scivola sui tempi per un nuovo incontro, Pepi dice: «Noi non ci siamo alzati dal tavolo delle trattative abbandonandolo. Ma è anche vero che siamo qui, nei nostri uffici a lavorare». Come dire: non sta a noi fare passi in avanti, anche se poi concede un «dovremo comunque trovare un punto d'incontro». Difficile non pensare all'espressione «muro contro muro» in un contesto in cui le parti sembrano rigide nelle rispettive posizioni. «Fare muro non serve - riprende Pepi - Ne va del futuro della banca».
Ora si attendono sviluppi di una trattativa che non sembra poter risolversi a breve. Per il 15 aprile è stato indetto un nuovo sciopero dopo quello immediatamente dopo Pasqua che ha avuto un'adesione, secondo i rappresentanti dei lavoratori, di oltre il 68%.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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