Il Tirreno

Pontedera

Aperto il reparto dell’emodialisi rimesso a nuovo

di Emilio Chiorazzo
Aperto il reparto dell’emodialisi rimesso a nuovo

Da ieri in funzione le 10 postazioni al Lotti Altre sette rimangono attive nel container

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PONTEDERA. La mattinata è cominciata con un pizzico di apprensione. Che, con il passare delle ore, si è trasformata in emozione e più in soddisfazione. Il primario Giovanni Grazi, i suoi collaboratori e gli operatori non si nascondono: sono rimasti con il fiato sospeso finché non hanno verificato che tutto aveva cominciato a funzionare perfettamente.

Ha aperto così, ufficialmente, senza feste né clamori, il reparto di emodialisi dell’ospedale Lotti, dopo un anno di maquillage.

Ha aperto in attesa che, il corposo finanziamento ricevuto dal governo, possa permettere la realizzazione di un’unità operativa ex novo, nel reparto di Medicina 2 del Lotti, dove - durante quest’ultimo anno di cantieri per la ristrutturazione - erano stati ricavati alcuni posti. Sette, per la precisione.

Altrettanti erano quelli ospitati all’interno di un container, appositamente allestito. E che, nonostante l’inaugurazione del vecchio reparto rinnovato, continueranno ad operare, per poter rispondere alle esigenze dei trenta pazienti giornalieri, sui 64 che il reparto ha, complessivamente in carico.

Ma, per fortuna, il primo risultato positivo della ristrutturazione, riguarda un piccolo ampliamento della emodialisi. Da 14 posti (che erano quelli in funzione durante il periodo dei lavori), si passa a diciassette, perché quelli attivi nel reparto aperto da ieri mattina, sono dieci. Questo permetterà di far salire a quota 35 il numero di pazienti che possono essere accolti in un giorno.

Non sono cresciuti solo i posti, ma anche il comfort a disposizione dei pazienti: al soffitto sono stati agganciati dei monitor che permettono di seguire la tv a chi si sottopone a emodialisi. Ma che possono essere utilizzati anche come schermo del proprio personal computer. L’intero reparto dispone di wi-fi ma anche di collegamenti via cavo.

E sono stati rinnovati, durante questo anno, anche gli impianti idraulici, di segnalazione, di rilevazione e di distribuzione dell’acqua sottoposta a una elevata depurazione.

Inoltre, il reparto è diviso in quattro stanze: una da quattro postazione e tre da due. C’è anche un angolo per la tisaneria. Un luogo dove i pazienti potranno rifocillarsi. Una vecchia abitudine che viene mantenuta e che, non molto tempo fa, fece scendere sul piede di guerra i frequentatori della emodialisi perché improvvisamente abolita. Ed è solo il primo passo di un percorso che, come dicevamo, dovrà sfociare nella realizzazione di una nuova emodialisi, tutta all’interno della Medicina 2 dell’ospedale Lotti.

«Siamo soddisfatti – spiega Maria Cristina Venturi, consigliera dell’Aned - perché riapre, mantenendo il modulo, un reparto che aveva bisogno di cure estetiche. Avevamo denunciato i disagi ai quali erano costretti a sottostare i pazienti, da una decina di anni. Poi, negli ultimi tre, la situazione era peggiorata. Era diventata insostenibile. E questo lo abbiamo sottolineato a più riprese con i dirigenti dell’Asl. Siamo contenti, ma adesso aspettiamo che venga messo a frutto i finanziamento di oltre tre milioni e mezzo che l’Asl ha ricevuto per realizzare il nuovo reparto di emodialisi all’interno del Lotti di Pontedera. La buona notizia potrebbe essere che, nel corso del 2017, potranno partire i lavori».

I soldi sono stati stanziati dal Ministero. Adesso manca l’accordo tra regione e governo: superato questo scoglio, si potrà cominciare a parlare di cantieri. All’interno della struttura sanitaria pisana sono ottimisti. La posa della prima pietra è prevista davvero per il 2017. Quella che nascerà sarà una struttura capace di accogliere le richieste di tutti i pazienti dell Valdera. Il numero di malati di insufficienze renali è in crescita: la media è di 80 ogni centomila abitanti. Qui da noi - su un bacino di 150mila abitanti -sono poco al di sotto della media.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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