Proteste
Muore a 42 anni alla cena di classe
Ponsacco, la rimpatriata dopo 23 anni finisce in tragedia: impiegato ucciso da un malore. Lascia la moglie e due figli. Gli amici: "Ha solo detto di avere caldo"
PONSACCO. la cena con gli ex compagni di classe finisce in tragedia. Non si vedevano da 23 anni, in 13 avevano accettato l’invito per la serata amarcord. Davide Saverdi, 42 anni, di Pontedera, impiegato, venerdì sera ha salutato la moglie e i due figli per ritrovare i compagni di scuola. Il tempo di una pizza al ristorante l’Ariete a Ponsacco e poi sarebbe tornato a casa. Era l’occasione per ritrovare gli amici con i quali aveva frequentato il quinto anno di ragioneria a Pontedera.
A terra, privo di sensi. Ma a casa Davide non è più tornato. Una telefonata, nel cuore della notte, ha informato la moglie della tragedia. Davide Saverdi, da molti conosciuto come una delle colonne portanti della Siat, la società che gestisce la sosta a pagamento a Pontedera, è stato trovato privo di sensi e poi dichiarato morto a due passi dalla pizzeria dove fino a poco tempo prima aveva riso e scherzato con i “vecchi” compagni di ragioneria.
L’allarme. Un cliente, Daniele Baggiani, di Montopoli Valdarno, che era uscito dalla pizzeria, ha visto Saverdi quando era già per terra, sull’asfalto di via Mattei, poco dopo le 23,15. L’uomo non si muoveva e non era cosciente. Aveva un taglio vicino all’arcata sopraccigliare che ha innescato una serie di timori da parte del 118, anche se di fatto si tratta di un’abrasione o poco più. Eppure almeno nelle fasi iniziali qualcuno ha temuto che la vittima potesse essere stata aggredita. Ma i carabinieri di Ponsacco, una volta che hanno sentito sia gli amici che l’uomo che lo ha trovato, hanno ritenuto di poter escludere altre cause della morte se non il malore. Non ci sono motivi, hanno riferito i carabinieri della compagnia di Pontedera, per pensare a cause diverse.
Aveva caldo. Alcuni ex compagni di classe hanno raccontato che Saverdi, durante la cena, aveva detto di sentire caldo ed era uscito più volte. Niente di grave, ovviamente. Ma è stato visto uscire come se avesse bisogno di prendere un po’ d’aria. E non è più tornato a tavola. Aveva raccontato di avere giocato a pallone dopo un lungo tempo di inattività e non riusciva a smettere di sudare. Nessuno, però, deve avere avuto la percezione, a cominciare dalla vittima, della gravità della situazione. Ieri mattina, uno degli ex compagni di classe ha tenuto a precisare che durante la cena Davide «non ha mai accusato alcun malore, ha solo detto di avere caldo ed è uscito a prendere una boccata d'aria. Se avesse accusato un malore non lo avremmo mai lasciato solo».
I soccorsi. In ogni caso, quando Saverdi è stato visto a terra, è stato richiesto subito l’intervento del 118. Anche dalla pizzeria i camerieri, oltre ai titolari e agli amici di Saverdi, sono corsi in strada per cercare di capire se era ancora possibile fare qualcosa per aiutare il giovane padre. «Davide aveva chiesto di aprire la finestra, aveva caldo. Ma c’era caldo nel ristorante e nessuno ci ha fatto caso. Tra l’altro era sereno, avevamo parlato delle nostre famiglie, scherzato sul fatto che eravamo in 13 a tavola. Siamo rimasti sconcertati. Eravamo disperati quando i camerieri ci hanno detto che il nostro amico era fuori ed era stato soccorso dall’ambulanza», racconta uno degli ex compagni di classe, Francesco Spadoni. «Per noi è stato straziante, non c’è stato alcun tipo di avvisaglia di quel malore», ripete.
L’autopsia. I carabinieri hanno ricostruito la scena in cui è stato ritrovato il corpo senza vita. È stata informata la Procura a Pisa e il magistrato in servizio ha disposto il trasferimento della salma a medicina legale. Così si chiarirà ogni dubbio e anche la famiglia potrà sapere di cosa è morto Davide. «Siamo ancora sotto choc per quello che è successo, c’è poco da dire», è stato il commento di uno degli ex compagni di classe dell’impiegato. Niente poteva fare presagire la tragedia anche se, stando a quanto riferito da persone che lavoravano con l’uomo, negli ultimi due giorni Saverdi aveva detto di non sentirsi perfettamente in forma.
Il collega. «Aveva problemi di pressione alta, ma niente di grave. Niente che potesse fare pensare a tutto questo – si sfoga sconvolto Massimiliano Nassi, anche lui dipendente della Siat e che aveva in Davide uno stretto e fidato collaboratore – Dalla pizzeria dopo la tragedia mi hanno subito informato per telefono. Sia i carabinieri che la polizia hanno pensato alla moglie, hanno ritenuto che fosse giusto che lo sapesse da una persona che conosceva. Per poco non mi sono sentito male quando mi hanno detto che Davide era morto. Non volevo credere. È successo tutto così all’improvviso che siamo senza parole. Anche l’azienda cercherà di stare vicino alla famiglia. Da quanto abbiamo capito Davide potrebbe avere avuto un infarto».
Il cordoglio. «Una grande e bella persona con cui è stato un onore ed un privilegio collaborare. Con il cuore pieno di dolore diamo a Davide un ultimo affettuoso abbraccio e ci uniamo commossi al cordoglio della famiglia», ha commentato il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi. Anche l’assessore Matteo Franconi, si è unito al dolore della famiglia. Con Davide, che si occupava di mobilità ma anche del bike sharing e delle auto alimentate ad energia verde, era nato un rapporto di amicizia oltre che di stretta collaborazione.«Era una brva persona, sempre disponibile, aveva un grande attaccamento al lavoro, potevi contare su di lui in qualsiasi orario. Quando a mezzanotte mi hanno informato per telefono quasi non riuscivo a crederci», ha aggiunto Franconi. Ieri gli amici sono stati vicini alla moglie Paola Camilleri, impiegata, piombata all’improvviso nel dolore e che ancora non sa darsi pace per quello che è successo. I colleghi di Saverdi sono rimasti sotto choc. Chi lo conosceva lo ricorda come una persona tranquilla, abituata ad evitare situazioni di tensione, pronta a mediare sul lavoro.
Polemica assurda. L’ufficio della Siat, in viale della Repubblica, sabato 2 sono rimasti chiusi per lutto. E questo ha scatenato una assurda polemica sul gruppo Facebook “Sei di Pontedera se” da parte di alcuni utenti che non hanno compreso la scelta di chiudere l’ufficio. Commenti al limite della decenza che sono stati cancellati. Una polemica che non fa onore alla città. Nel pomeriggio, comunque, è stato deciso di annullare la cena che il gruppo aveva organizzato per l’8 aprile, decisione presa come segno di partecipazione al lutto che ha colpito gli amici del gruppo Facebook.
I ricordi. «Uno di quelli con cui trascorri una parte di adolescenza, uno di quelli che porti con te tutta la vita. Uno di quelli del: "chi trova un amico trova un tesoro"... ma un tesoro davvero... con il quale, appena 18enni, vai in macchina al mare insieme a tanti altri amici... Ciao Davide, ricorderò le tante risate fatte, la gita a Portovenere di un Primo Maggio ad un mese dalla maturità... ed era bellissimo ora, vedersi ogni mattina a portare i bimbi a scuola. Ciao Davide, veglia su Paola e i bimbi, a cui noi amici staremo vicini», è il ricordo del giornalista Simone Bachini.
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