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Presidio per le mamme licenziate

Presidio per le mamme licenziate

Ex Salina: lavoratori, sindacati e istituzioni davanti ai cancelli contro la proprietà

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SALINE DI VOLTERRA. Rientrano dalla maternità e vengono licenziate. È accaduto a due lavoratrici della Locatelli, la ex Salina di Saline di Volterra. Una decisione che ha fatto infuriare istituzioni, politica e sindacati e che produrrà, per ora, un presidio davanti ai cancelli della fabbrica stamani alle 9.

Le due dipendenti si occupavano di amministrazione, reparto che la proprietà ha destinato interamente a Bolgare, in provincia di Bergamo, dove si trova l’altra sede della società che ha acquisito nel 2014 la ex Salina di Stato di Saline. Della loro situazione si parlava da tempo, visto che l’azienda non aveva nessuna intenzione di far proseguire loro il lavoro amministrativo.

«Al momento la nostra protesta sarà il presidio - dicono Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil - ma è chiaro che una decisione di questo tipo, con lettere inviate senza preavviso alle lavoratrici, dopo che istituzioni e sindacati hanno accompagnato l’azienda passo dopo passo per favorire una ripresa e la creazione di prospettive non è davvero accettabile». In una nota, le tre sigle hanno spiegato che «la dirigenza della Locatelli ha gettato la maschera, licenziando, dopo aver ghettizzato per lungo tempo due Lavoratrici - si legge nel documento - Il tutto a distanza di pochi giorni dal nostro allarme sul comportamento schizzofrenico dell'azienda, dopo l'assunzione di 7 nuovi dipendenti mentre si imponevano periodi di ferie forzate. Fermo restando la tutela di queste due madri, che come sindacato difenderemo in tutte le sedi, è giunto il momento di interrogarci sui comportamenti di questa dirigenza. Sollecitiamo tutti i lavoratori della salina alla mobilitazione. Allo stesso tempo invitiamo tutti i soggetti del territorio, istituzionali e non, alla vigilanza sui comportamenti complessivi dell'azienda e a sostenere insieme a noi le lavoratrici licenziate».

«Sono inaccettabili i licenziamenti, soprattutto questi, che avvengono dopo le assunzioni, di qualche settimana fa. Facendo così il rischio è quello di vanificare gli sforzi fatti in questi mesi». Questa la posizione del Comune di Volterra per bocca dell’assessore alle attività produttive, Gianni Baruffa che aggiunge: «Sono mesi che seguiamo la situazione, abbiamo fatto incontri in sede e in Regione, abbiamo visto e chiesto piani industriali». Il sindaco Marco Buselli fa sapere di aver avvertito la Regione e che i due licenziamenti «avranno ripercussioni serie nei rapporti tra l’azienda e il territorio. Mi auguro che l'azienda decida di tornare sui suoi passi. Saremo al presidio organizzato dai sindacati in forma unitaria e ho invitato i sindaci e avvertito i capigruppo consiliari».

Il Pd volterrano, dal canto suo, punta il dito sulla «mancanza di anni di politica industriale e lavorativa di tutta la nostra area». Le crisi aziendali che coinvolgono non solo la Valdicecina «sono subite e mai “governate” come invece dovrebbe essere fatto. Il caso della Locatelli, che ha sottoscritto un accordo in Regione nelle scorse settimane, avrebbe dovuto - monitorata anche dalla nostra amministrazione - mantenere quantomeno i livelli occupazionali attuali. Dove sono le politiche di area a garanzia e rilancio dell'occupazione? Le proposte e i progetti devono avere una visione d'insieme e devono obbligatoriamente nascere dal territorio ed è su quelle proposte e priorità che dobbiamo incalzare anche quotidianamente la regione e lo stato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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