Il Tirreno

Pontedera

Miravalle, canone base a 60mila euro all’anno

Tanto dovrà versare al Comune chi vuole rilevare la gestione dell’hotel ristorante Quattro società hanno manifestato interesse verso la proposta del Comune

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Servono almeno 60mila euro l'anno per avere la gestione dell’hotel Miravalle. È questa la base d'asta fissata dall'amministrazione comunale di San Miniato per le società interessate a subentrare nell'immobile storico di piazza Duomo. Un'opportunità rivolta alle quattro società che già si erano fatte avanti, in via preventiva, nell'indagine di mercato lanciata a settembre dal Comune alla ricerca di manifestazioni d'interesse.

Le quattro società, tutte operanti nel settore ricettivo, si sono viste recapitare in questi giorni una lettera dall'amministrazione: un invito, in pratica, a formulare la propria offerta economica per l'affidamento della struttura. L'indagine di mercato, infatti, era stata aperta a seguito della risoluzione anticipata del contratto con la società Consorzio Miravalle, in quanto ritenuta inadempiente rispetto ai canoni di gestione fissati: una questione che si è trascinata fino allo scorso gennaio, quando il Tar ha respinto il ricorso presentato dai vecchi gestori, che dai primi giorni del 2016 hanno chiuso i battenti dell'albergo e dell'annesso ristorante restituendo il complesso nella disponibilità del Comune. Adesso, quindi, l'intenzione dell'amministrazione è trovare qualcuno disposto a subentrare nel vecchio contratto tenendo ferme le condizioni a suo tempo stipulate: vale a dire 60mila euro di canone annuo e un periodo di concessione che terminerà il 6 settembre 2018, alla scadenza del contratto di 18 anni sottoscritto nel 2000 con il Consorzio Miravalle. L'eventuale nuovo gestore, quindi, potrà avere a disposizione solo due anni di tempo, senza indicazioni certe, al momento, su ciò che potrà accadere a partire da quella data. Ai fini dell'affidamento, con la formula della procedura negoziata, l'eventuale rialzo rispetto alla base di 60mila euro sarà ovviamente un elemento premiante nel punteggio. Allo stesso tempo, si terrà conto anche del piano economico-finanziario a copertura di eventuali investimenti, del piano occupazionale, dell'offerta ricettiva e delle tariffe che saranno applicate, ma anche delle azioni di marketing e promozione turistica, della valorizzazione della cucina con prodotti tipici locali e del periodo di apertura della struttura.

La procedura è chiamata adesso alla prova dei fatti. Si tratterà di capire la reale appetibilità del Miravalle, rispetto a un subentro che offre ormai solo due anni di tempo e una spesa minima di 60mila euro l'anno. Il tutto con la grande incognita legata agli eventuali e ulteriori investimenti di ristrutturazione, messa a norma o acquisto di nuovi arredi.

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa