Il Tirreno

Pontedera

Ma l’asfalto groviera blocca due assunzioni

Niente “24 ore” alla stazione di servizio sulla Strada di Patto

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PONTEDERA. Ha investito due milioni di euro a inizio 2016, ha previsto quattro assunzioni e oggi si trova costretto a utilizzare soltanto in parte la sua attività. Con conseguente taglio al personale. La storia di Andrea Buzzoni, 34enne imprenditore nel campo dei carburanti, ha bisogno disperato di un colpo di scena.

Niente di clamoroso. Basterebbe soltanto che la strada vicino alla quale ha deciso di aprire il suo distributore, inizialmente progettato per prestare servizio 24 ore, soprattutto per quanto riguarda l'erogazione di Metano e Gpl, venisse resa nuovamente accessibile ad auto e mezzi pesanti. Così facendo il flusso di clienti nell’impianto riacquisirebbe vigore e Andrea, magari, potrebbe richiamare i due dipendenti ai quali non è riuscito a dare altro, finora, che la promessa di un posto di lavoro.

Strada colabrodo. La lingua di asfalto chiusa al traffico che si sta facendo sentire sulle rendite di Buzzoni è la famigerata Strada di Patto. Inaugurata nel novembre 2013 e realizzata per collegare Pontedera e zone limitrofe alla FiPiLi senza intasare il centro città, la Strada di Patto poco dopo l'inaugurazione ha cominciato a sgretolarsi. Crepe nel terreno divenute crateri nel giro di una manciata di mesi: l'arteria col tempo si è trasformata in una forma di groviera. Tanto che il Comune di Pontedera il 5 marzo scorso ha deciso di chiuderla per avviare nuovi lavori, e quindi un'altra spesa di soldi pubblici, finalizzati a riportare la strada in condizioni quantomeno accettabili. Lo stop alla circolazione sul tratto che dalla superstrada e dalla via provinciale di Gello collega alla zona industriale in direzione di Pontedera è ancora chiuso al traffico su una corsia, in via dell'Industria. Andrea Buzzoni, intanto, fa la conta dei danni e spera che la regolare viabilità venga ripristinata al più presto.

Novità. «Nella zona non ci sono distributori Gpl e Metano in servizio anche la notte e così ho pensato di aprirne uno facendo riferimento al volume di traffico nottoruno sulla FiPiLi. Ho comprato il terreno - racconta Buzzoni - ho presentato tutta la documentazione necessaria e ho contattato quattro persone, tutte giovani, per farle lavorare nel mio impianto». A fine febbraio la scommessa innovativa di Andrea è in rampa di lancio. La data fissata per il taglio del nastro è il 14 marzo, ma nove giorni prima ecco l'amara sorpresa: «La Strada di Patto è stata chiusa e i miei piani sono andati in fumo. Nonostante il mio impianto non sia esattamente all'interno del segmento colpito dal divieto provvisorio di transito risento ugualmente del cambio alla circolazione in termini di clienti». Buzzoni capisce subito che il suo sogno, almeno per il momento, non può essere realizzato. E adotta la contromisura più ovvia. «Ho dovuto rinunciare a due dei quattro dipendenti, perché con le condizioni attuali non ha senso tenere aperto il distributore di notte. Passano troppo poche auto».

Beffa. L’avventura imprenditoriale di Andrea Buzzoni sta prendendo l'amaro sapore della beffa. Al maxi investimento da due milioni di euro per l'apertura del distributore non stanno facendo seguito i guadagni sperati. «Dal 14 marzo siamo aperti soltanto di giorno. È difficile quantificare il danno - prosegue Buzzoni - ma se la situazione resterà la solita nelle prossime settimane farò una stima e valuterò il da farsi».

Dita incrociate. È facile immaginare quale sia il desiderio più grande di Andrea Buzzoni. «Non chiedo molto, solo che venga aperta completamente la Strada di Patto. In un colpo solo potrei finalmente inaugurare il servizio di notte e dare lavoro a due persone che per il momento sono a casa in attesa di una mia chiamata», dice il giovane imprenditore prima di chiudere con un appello: «A me non interessa fare polemica, non ho intenzione di valutare i risultati di un lavoro che non è il mio. Voglio solamente avviare del tutto la mia attività e per farlo è necessario che la Strada di Patto venga sistemata e riaperta al traffico».

Tommaso Silvi

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