Il Tirreno

Pontedera

Dopo le primarie l’appello del comitato Paganelli

Il Pd diviso alle elezioni «Si apra un confronto»

Il Pd diviso alle elezioni «Si apra un confronto»

CASCINA. Dopo le primarie all’interno del Pd e in particolare nei confronti dei sostenitori della candidatura di Andrea Paganelli è sceso il silenzio. Ma quel 40% che ha sperato in un candidato...

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CASCINA. Dopo le primarie all’interno del Pd e in particolare nei confronti dei sostenitori della candidatura di Andrea Paganelli è sceso il silenzio. Ma quel 40% che ha sperato in un candidato alternativo al sindaco Alessio Antonelli non emigrerà in un altro comune. E vuole che il confronto sui problemi avvenga con soluzioni anche diverse da quelle indicate, «un po' sommariamente, dagli attuali vertici del partito e dall'amministrazione». Andrea Paganelli, a nome suo e del comitato che lo ha sostenuto, ricorda come la sua candidatura abbia avuto un consenso non marginale tra gli elettori. «Per questo riteniamo che questa iniziativa non rappresenti la "fine" di un percorso, semmai l'inizio di una azione e di una presenza, da confermare in seno al partito e con gli elettori che lo sostengono, da offrire come ulteriore contributo di apertura del partito stesso al mondo che lo circonda, creando in questa complessa realtà momenti di riflessione e "attrazione" verso il Pd, sul piano dei valori base dei "socialisti e democratici" europei, da tradursi anche in spunti e proposte programmatiche di arricchimento per una realtà che resta il primo riferimento per il Centrosinistra nel nostro paese».

In sostanza questa parte del Pd intende dare seguito e continuità all’azione politica iniziata con le primarie. Paganelli e il comitato chiedono di dare «in occasione delle prossime elezioni amministrative, maggior forza e visibilità al Pd, che rischia di essere penalizzato da una grave disaffezione verso la politica, e da un crescente astensionismo, già riscontrato con le primarie».

Questo gruppo del Pd cerca di capire quale sia la reale disponibilità degli attuali vertici del Pd e dell'amministrazione cascinese, «usciti vincitori dalle "primarie", a costruire insieme, nel rispetto di ruoli anche diversi ma entrambi ampiamente "legittimati", le condizioni per produrre e gestire una azione politica comune, riguardo: alla costruzione di una coalizione di governo; alla definizione delle linee programmatiche sui contenuti, per le future scelte dell'Amministrazione; al rafforzamento e consolidamento, nelle scelte e negli organi, di un partito che, non solo a livello locale è fatto oggetto di attacchi e critiche oltre misura, finalizzate al suo ridimensionamento».

Si tratta di dare corpo e rispettare «il "patto" sottoscritto dai candidati, prima delle "primarie", con il quale si sottolinea la necessità di stabilire un percorso comune e condiviso in cui esaminare le varie proposte avanzate in quella sede, con l'intento di unire e non di dividere, esaminandole con questi intenti e ricercando una "sintesi politica" che le rappresenti». Si chiede anche un rilancio del partito cascinese proprio in questa fase di preparazione alle elezioni con una rappresentanza più ampia nel Comitato esecutivo (incompleto) e una effettiva partecipazione agli incontri propedeutici alla formazione della coalizione di governo del Comune mediante una delegazione che possa affiancare lo stesso segretario. Segretario che in più di un’occasione, nel corso della legislatura che si sta per concludere, ha dimostrato una certa tendenza al silenzio. «Una volta realizzato un programma condiviso, ci sembra naturale anche affrontare il problema della composizione della lista dei candidati, con una visione non solo "organizzativa" o di semplice rappresentanza del territorio e dei Circoli, ma anche delle istanze e sensibilità politiche che hanno caratterizzato le stesse recenti primarie», conclude Paganelli.

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