Sicurezza
Muore in casa mentre prepara il pranzo
Non è chiaro se è stato ucciso da un principio d’incendio. Il nipote perse la vita per gravissime ustioni
SAN MINIATO. È morto mentre preparava il pranzo. Tragica fine per un pensionato, Michele Pellegrino, vedovo, 92 anni, trovato senza vita, intorno alle 14 di ieri, nella sua abitazione di San Miniato invasa dal fumo. Non è ancora chiaro per se l'uomo sia morto per il principio d'incendio sviluppatosi nella cucina mentre preparava il pranzo o per un malore.
La scoperta, quando l'anziano era già privo di vita, è stata fatta dal figlio che ha chiesto aiuto al 118 e ai vigili del fuoco del distaccamento di Castelfranco di Sotto.
Gli strumenti in dotazione a pompieri e personale sanitario, secondo quanto si è appreso, non avrebbero per rilevato tracce di monossido tali da provocare il decesso.
Per questo motivo si ipotizza che la vittima possa avere accusato un malore mentre preparava il pranzo e che il cibo lasciato in cottura sul fornello accesso, surriscaldandosi, abbia riempito di fumo l'appartamento.
In ogni caso la salma del pensionato è stata trasferita all’istituto di medicina legale a Pisa. L’uomo è stato trovato senza sensi, riverso sul pavimento. Aveva una grave ferita alla testa che si è procurato quando è caduto per terra.
Tra le ipotesi prese in considerazione c’è anche quella secondo cui l’uomo si è procurato dei traumi che gli sono stati fatali dopo avere accusato un improvviso malore che gli ha fatto perdere conoscenza. Malore che potrebbe essere stato indotto dalle esalazioni di monossido provenienti dalla cucina.
La vittima era il nonno di un giovane di 21 anni, Omar Naji, di San Miniato, morto nel 2011 al centro grandi ustionati dell’ospedale di Genova dove era stato ricoverato in seguito ad un tragico incidente, accaduto mentre era vicino ad alcune auto nel parcheggio adiacente alla Misericordia. Le ustioni da lui riportate erano così estese e gravi che fin dall’inizio i medici avevano lasciato poche speranze. Il ragazzo, soccorso quando era già una torcia umana, aveva perso subito conoscenza e poi era entrato in coma. Aveva ustioni di terzo grado su oltre il 70% del corpo. Ai familiari i medici non avevano dato molte speranze.
Un destino crudele che a distanza di anni colpisce un altro familiare.
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