Il Tirreno

Pontedera

Cumuli di rifiuti e spaccio di droga nel polmone verde

Cumuli di rifiuti e spaccio di droga nel polmone verde

La zona di via Poggio al vento trasformata in discarica e rifugio per giovani pusher

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PONTEDERA. «Ha visto che spettacolo?». La signora allarga le braccia a prosegue la camminata in mezzo al bosco delle Tre Campane, uno dei luoghi più conosciuti nei dintorni di Pontedera. Lo scempio in uno dei polmoni verdi della Valdera è rappresentato da cumuli di spazzatura abbandonati in una delle stradine tristemente note per essere la base di tanti giovani extracomunitari che, di notte, spacciano droga coperti dal buio. L’area del degrado è quella lungo la strada sterrata che dal ristorante porta a via delle Colline per Legoli. Si chiama del Poggio al vento e non è così nascosta alla vista come si può pensare. Anzi, chi va a camminare, a correre o in bicicletta nella zona, la conosce benissimo. E la vede ogni giorno.

Il sentiero della vergogna. «Ormai abbiamo rinunciato a vedere pulito», dice la donna, che abita nella zona, mentre si allontana con un’amica. In effetti di questo degrado si parla da tempo. Ma da queste parti sembra un fenomeno inarrestabile. Percorrendo a piedi la stradina parallela a via del Poggio al vento, si trovano seggiolini di auto vecchi e sacchi di spazzatura che qualcuno deve aver radunato sperando che venissero poi portati via. Seguendo il sentiero, i rifiuti aumentano a vista d’occhio. Tra magliette di bambini, scatolette di cibo, fogliacci, scatole di cartone per la pizza e un letto di bottiglie di plastica buttate dove capita, il degrado ti strizza il cuore. Com’è possibile che, con l’arrivo della bella stagione e di giornate in cui le scampagnate si fanno sempre più frequenti, si permetta che un posto così bello resti sfregiato per mesi e mesi? Chi deve intervenire? I privati? Il Comune?

Eredità della notte. È chiaro che qui esistono vari problemi. E il primo è rappresentato dal giro di spaccio che si ripete ogni notte, con auto che percorrono via del Poggio al vento, ragazzi che scendono, fischiano e vedono apparire il pusher pronto a vendere cocaina, hashish e marijuana per poi tornarsene nella tana in attesa di altri clienti. Un giro noto e che va avanti da tempo. Il cui risultato è anche la sporcizia lasciata da chi resta nascosto ore nella boscaglia.

Rifiuti per giacigli. E la presenza dei “fantasmi dello spaccio” si fa più evidente andando avanti lungo la stradina con i rifiuti che crescono fino a diventare veri e propri cumuli arrivati al termine del sentiero, alla confluenza con la “strada principale”. È in quest’area che si concentrano sedili improvvisati, mobili abbandonati, persino lastre di gomma che sembrano pezzi di linoleum accatastati ed, evidentemente, usati come giacigli dagli spacciatori durante l’attesa di un fischio per sbucare e vendere “la merce in catalogo”.

L’attrezzo per palestra. E poi, materassi, barattoli di vernice e scarpe. Lenzuola, sedie di plastica bianche sfasciate, ma utili per sedersi e addirittura un attrezzo per palestre: una panca per gli addominali che, evidentemente, è molto utile per riposarsi dopo ore passate nel buio del bosco delle Tre Campane. Guardando in giro sembra che le postazioni siano fisse e che oguno se ne sia costruita una personale che usa la notte e che abbandona di giorno per poi ricominciare la sera successiva. In alcuni punti ci sono scatoloni pieni di cianfrusaglie come una sorta di mini appartamento.

Chi deve pulire? Nello spiazzo della vergogna è inevitabile sentirsi arrabbiati. Ma è anche lecito chiedersi il motivo di una situazione simile. Ed è normale porsi la domanda su chi debba pulire quella zona e se non sia il caso di controlli periodici e frequenti per cercare di tenere in ordine un’area che si vede benissimo passeggiando in via Poggio al vento. Nella zona ci sono vari terreni privati e la responsabilità non è sempre chiara. Ma resta il fatto che non è giusto tollerare un degrado simile in un posto come quello.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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