Il Tirreno

Pontedera

Muore per la legionella un’impiegata comunale

Non ce l’ha fatta la 58enne di Lavaiano alla quale era stata diagnosticata la malattia. Oggi pomeriggio il funerale nella chiesa del paese dove abitava

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LARI. Nessuno poteva immaginare che dietro quei malesseri che rendevano sempre più debole un’impiegata del comune di Casciana Terme Lari potesse esserci la malattia della legionella che quando è stata scoperta era già in fase avanzata. E ieri mattina, dopo un ricovero lungo venti giorni nell’ospedale fiorentino di Careggi, Lucia Birichini, 58 anni, di Lavaiano di Lari è morta.

La donna era originaria di Navacchio di Cascina, dove vivono la madre e la sorella, ma si era trasferita dopo il matrimonio con Giorgio Ferracuti a Lavaiano. Lascia anche una figlia di 32 anni, Ilaria.

La notizia della morte di Lucia Birichini, che lavorava all’ufficio scuola del Comune, ha lasciato nello sconforto tutti i colleghi del comune di Casciana Terme Lari nel quale la Birichini prestava servizio da oltre trentacinque anni. Il sindaco Mirko Terreni ha espresso la sua vicinanza e quella dell’amministrazione comunale alla famiglia, colpita da questo improvviso dolore. La donna, che ha cominciato a stare male circa venti giorni fa, all’inizio aveva la febbre e i medici avevano pensato a un malessere stagionale, a una forma di influenza. Vedendo però che le sue condizioni non miglioravano era stato deciso di trasportarla all’ospedale Lotti e da qui a Careggi, dove era arrivata in condizioni gravissime, tanto che era stata sedata e mantenuta in coma farmacologico. In queste settimane però le condizioni dell’impiegata sono andate peggiorando sempre di più, fino alla morte avvenuta ieri mattina.Inizialmente non era chiaro se dopo la morte sarebbe stata richiesta l’autopsia. Poi nel pomeriggio è stato spiegato che la salma poteva essere consegnata alla famiglia per il funerale che si svolgerà questo pomeriggio nella chiesa di Lavaiano, con inizio alle 15.

Tante persone si sono unite al dolore della famiglia Ferracuti e a quella della donna.

Intanto, non risulta che sia stata accertata, stando a quanto è stato spiegato nel pomeriggio di ieri dall’Asl, la causa dell’infezione che comunque dovrebbe essere stata trasmessa dall’acqua.

Dopo alcuni casi di legionella - un uomo di Pontedera è ancora ricoverato al Lotti e non è più in pericolo di vita - il dipartimento di prevenzione della Usl Toscana nord ovest ha specificato che la legionella non è una malattia trasmissibile da persona a persona, non è associata all’inquinamento del civico acquedotto, non si trova nell’ambiente locale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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