Il Tirreno

Pontedera

A La Rotta il verde è solo un ricordo

di Tommaso Silvi
Il sottopassaggio quasi continuamente allegato in inverno (Foto Franco Silvi)
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Il sottopassaggio quasi continuamente allegato in inverno (Foto Franco Silvi)

L’area a ridosso dell’ex passaggio a livello nella frazione di Pontedera è diventata una discarica a cielo aperto. E nessuno interviene

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LA ROTTA. Prima ancora della mancata manutenzione da parte delle istituzioni, a colpire è la crudezza morale di alcuni cittadini che, evidentemente, non hanno il minimo senso di colpa nel gettare sacchi pieni di ogni tipo di rifiuti in aperta campagna. Il primo impatto con quella che definire una cartolina del degrado è quasi un eufemismo fa sbocciare nella testa una domanda: ma come si può deturpare deliberatamente un’area verde?

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Com’è possibile gettare senza il minimo pentimento una montagna di sporcizia in un angolo originariamente dominato dalla natura? A quanto pare, sì, è possibile. Il teatro dell’inciviltà alza il sipario sulla frazione di La Rotta. E lo spettacolo è di quelli che fanno rabbrividire. Superato il cuore dell’agglomerato di abitazioni a pochi chilometri dalla zona industriale di Pontedera, procedendo in direzione del Valdarno e svoltando a destra in via di San Gervasio, è possibile farsi una passeggiata tra macchine del caffè, lampadari, lavandini, bacchette di luci al neon e tanta altra immondizia di molteplici varietà. La zona è quella che costeggia la ferrovia, salita alla ribalta delle cronache nel passato recente per essere diventata una piazza dello spaccio tra le più frequentate In Valdera. La vegetazione in alcuni punti si snoda libera creando angoli riparati, utilizzati come discarica a cielo aperto. È difficile addirittura camminare liberamente tanti sono i rifiuti che sono stati riversati sul terreno. Alcuni sacchi col tempo si sono lacerati: il contenuto si è infiltrato nel fango. Fanno capolino colli di bottiglie di birra, lattine e cartoni.

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Spostando lo sguardo di una manciata di metri la situazione non migliora. Sotto ai binari c’è un sottopassaggio completamente allagato. Nonostante sia smesso di piovere da giorni c’è ancora un "lago" di diversi centimetri a ostruire il passo. E sulle pareti si nota chiaramente come il livello dell’acqua nei giorni scorsi abbia toccato un’altezza di almeno il doppio rispetto a quella attuale. Continuando a fianco delle rotaie, nei pressi del cavalcavia che porta a Casteldelbosco, all’altezza di dove un tempo si trovava il passaggio a livello di La Rotta, è impossibile non notare una pila di semafori ferroviari abbandonati in un angolo. Sporco, incuria e abbandono. Visibili quotidianamente da chi, dal vagone, sceglie di gettare l'occhio fuori dal finestrino.

E non solo, dato che a pochi passi dal "cimitero dei rifiuti" ci sono le abitazioni della parte alta di La Rotta. Ribadendo che la sensibilità di alcuni nei confronti della natura è praticamente, e chiaramente, inesistente, viene però da chiedersi come sia possibile che nessun rappresentante dell’amministrazione abbia notato il tappeto di immondizia che copre una parte di La Rotta. E, se lo avesse visto - peggio ancora - per quale motivo non sia attivato immediatamente per bonificare la zona e far tornare a brillare i colori della natura, oggi annebbiati dal grigio del degrado.

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