Attenzione
Unione, per i dipendenti futuro a rischio
Se alcuni torneranno ai Comuni d’origine, è ancora incerto il destino di quelli che sono stati assunti direttamente dall’ente
PONTEDERA. L’uscita dall’Unione Valdera di Peccioli, Chianni, Lajatico e Terricciola non è solo un affare politico o di campanile. Ma è soprattutto una questione economica che comprende anche l’aspetto occupazionale con dipendenti che dai Comuni sono passati all’Unione e che ora dovranno tornare in forza alle stesse amministrazioni comunali d’origine. Undici lavoratori sui 139 complessivi saranno interessati da questa operazione. Ma a questi si aggiungono i 26 assunti direttamente dall’Unione, di cui una parte ancora da definire dovranno essere assegnati ai Comuni in uscita in base ai trasferimenti economici delle singole amministrazioni comunali. Oggi ci sarà un incontro tra i sindacati e i responsabili dell’Unione proprio su questo tema così delicato. Intanto, però, la Funzione pubblica della Cgil lancia un appello proprio per “gli assunti”, affinché siano «garantiti i diritti dei lavoratori».
«I Comuni che usciranno dall’Unione, come previsto dallo statuto dell’ente - dicono dalla Cgil - saranno tenuti a ricollocare all'interno della loro dotazione organica i dipendenti che a suo tempo furono trasferiti all'Unione Valdera insieme alle funzioni. Ma resta il problema dei nuovi assunti, la cui sorte è definita dalle norme locali solo in linea di principio».
Secondo il sindacato, però, dovrà essere garantita «la tenuta occupazionale dell'Unione, anche riguardo ai dipendenti stabili, attraverso una riorganizzazione del sistema dei servizi dell'attuale Unione Valdera in termini di efficienza, efficacia ed economicità dopo il riassetto delle funzioni che inevitabilmente dovrà essere effettuato. Questo sarà l’unico modo per garantire a tutti i dipendenti il mantenimento del posto di lavoro in un contesto economico e politico di continue riforme restrittive».
Richieste precise di cui si comincerà a parlare oggi nell’incontro fissato tra i rappresentanti dei lavoratori e i vertici dell’Unione. Ma, fatalmente, questa vicenda dovrà essere affrontata anche tra l’Unione e i Comuni che usciranno che, come per ogni capitolo di spesa, sottrarranno risorse all’ente presieduto da Corrado Guidi. Una cifra compensata, ovviamente, da costi minori. Per il personale, attualmente, la spesa lorda dell’Unione ammonta a 7.482.370 euro, pari al 25% della spesa corrente, che è di 30.030.098 euro. I quattro Comuni in uscita, invece, contribuiscono con 1.251.093 che corrisponde al 16,7% della spesa per il personale.
«In questa settimana affronteremo l’argomento riguardante i dipendenti - dice il sindaco di Lajatico, Alessio Barbafieri - È chiaro che non abbiamo intenzione di mettere a rischio il futuro dei lavoratori con la nostra uscita. Ma è altrettanto evidente che il complesso meccanismo di ripartizione dei costi, compreso quello per il personale, è alla base della nostra volontà di staccarci dall’Unione».
Secondo il presidente e sindaco di Bientina, Corrado Guidi, «la discussione sull’uscita dei quattro Comuni non metterà in discussione la situazione lavorativa dei dipendenti, sia per quelli arrivati all’Unione dalle amministrazioni comunali che la compongono, sia per chi è stato assunto direttamente dalla stessa Unione».
La Cgil, però, pone l’attenzione sul futuro del ridimensionato ente: «Occorrerà ridefinire le funzioni e dei servizi anche dei Comuni che restano».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
