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Inventa un prodotto che mangia lo smog

Inventa un prodotto che mangia lo smog

Lanza: «Ma ho 84 anni e non so a chi lasciare la mia azienda»

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PONTEDERA. «È un prodotto destinato a un grandissimo successo». Giovanni Lanza accarezza la parte di parete del magazzino nella sua azienda, la Afon Casa, dove ha steso il "nanocappotto". Sospira e abbassa lo sguardo. Sembra ripensare agli anni di sacrifici, alle tante idee che ha sviluppato senza raccoglierne a pieno i frutti. Ma finalmente, da quattro anni a questa parte, sta avendo il successo che merita.

L'ingegnere chimico sa di aver creato un gioiellino, un'impresa che ha iniziato a creare prodotti di bioedilizia già dalla fine degli anni Settanta. Sembra ieri quando arrivava insieme alla mamma e quattro fratelli dalla Sicilia a Pisa e, fra mille difficoltà e pochissime possibilità economiche, è riuscito comunque a laurearsi e a diventare un imprenditore ingegnoso.

«Questo è il futuro - osserva - Peccato che abbia 84 anni e che ora non sappia a chi lasciare la mia azienda. Mia figlia non ne vuole sapere. Proverò con mio nipote che lavora con me, ma è laureato in giurisprudenza».

Un successo che sa quasi di beffa quello realizzato dalla ditta nella zona industriale di Gello di Pontedera che, per il recente boom di ordinativi farà presto un ampliamento dell'area produttiva e assunzioni, «forse anche 20 dipendenti in più rispetto agli attuali otto». Del resto, la crescita degli ultimi tempi è evidente. «Questa è un'azienda che ha sempre fatturato tra i 100mila e i 150mila euro l'anno - dice Lanza - Oggi siamo a 700mila. Eravamo in quattro, io, una segretaria e due operai. Da tre anni siamo il doppio. E le possibilità di sviluppo sono enormi». Afon Casa produce rivestimenti deumidificanti e anti smog per l'edilizia. Il nano-cappotto è un rivestimento formato da una miscela di inerti, tra cui lo zirconio, che si basa sul principio della “riflettanza”. «In pratica riflette la temperatura trattenendola all'interno della casa. Sente che differenza?», dice spostando la mano sulla parete dall'area dove non c'è il nanocappotto a dove, invece, è stato spalmato il rivestimento innovativo. In effetti si passa dal freddo al caldo. «Già, ma il vantaggio è che pochi millimetri del nostro prodotto hanno un effetto isolante maggiore di 2 centimetri di cappotto classico, con un grandissimo risparmio energetico. Nanotecnologia con 30 milioni di cellule in un metro cubo. Pensa che a un mio cliente di Siena hanno cambiato il contatore del gas perché pensavano che lo avesse manomesso, visto che pagava pochissimo di riscaldamento».

E poi c’è il Novomur, un altro prodotto di bioedilizia, brevettato nel 1979. Anche questo è il risultato di una miscela di inerti, compreso il sughero, «che è dannoso se usato in pannelli, ma diventa eccezionale se polverizzato e mischiato con altri materiali. La sua particolarità è di essere poroso, lascia traspirare l'ambiente. Ed evita l'umidità e la muffa. Ma soprattutto cattura le polveri sottili ripulendo l'aria esterna e non facendole entrare nelle abitazioni». Ancora una pausa nell'ufficio arredato con vecchi mobili pieni di libri, un forno da lui brevettato che si accende con l'autocombustione («Ma che non ho mai venduto, perché non è il mio mestiere»). E una targa che indica la collaborazione col Consiglio nazionale delle ricerche. «Siamo una sorta di ufficio esterno del Cnr», dice orgoglioso ricordando pochi giorni fa quando si trovava a una fiera del settore a Londra dove «abbiamo ricevuto tanti apprezzamenti, scene quasi commoventi».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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