Sicurezza
Alla fine del mese sarà battezzata l’Unione dell’Alta Valdera
I sindaci scissionisti hanno deciso le prossime tappe: assemblee con i cittadini e consigli comunali La nuova entità amministrativa sarà formata da Peccioli, Terricciola, Chianni e Lajatico
PECCIOLI. L'Unione dell'Alta Valdera nascerà il 31 marzo quando i sindaci Renzo Macelloni, Maria Antonietta Fais, Giacomo Tarrini e Alessio Barbafieri metteranno la firma sul nuovo statuto. Le giunte dei Comuni di Peccioli, Terricciola, Chianni e Lajatico si sono riunite dopo la decisione definitiva di uscire dall'Unione Valdera, comunicata al presidente Corrado Guidi nei giorni scorsi. Nel corso dell'incontro sono state stabilite le prossime mosse: il 24 marzo consigli comunali congiunto; il 30 marzo assemblee pubbliche per discutere con i cittadini; il giorno successivo i consigli comunali che sanciranno l'uscita dall’Unione Valdera.
Intanto le polemiche non si placano. Il sindaco di Peccioli, Macelloni, risponde alle dichiarazioni del collega di Pontedera: «Leggo sul “Tirreno” alcune affermazioni di Simone Millozzi. Mi voglio soffermare, in modo particolare, sul trafiletto in cui Millozzi esprime: "Credo che quello dei quattro Comuni sia un errore grave, un difetto di lungimiranza a cui si è aggiunta la debolezza della politica che è un attore necessario per stare insieme. I motivi portati al tavolo della scelta sfuggono alla logica della modernità e delle sinergie territoriali strutturate a cui sono chiamati i territori per governare il cambiamento". Mi domando: quali sono stati gli elementi di lungimiranza di governo, di cambiamento e modernità che hanno contrassegnato la sua politica per tre anni al vertice dell’Unione Valdera? Mi sforzo di trovarli ma vedo solo, prima di tutto, un fallimento che lo riguarda molto da vicino. Per il resto avrò modo e tempo di affrontare al meglio i temi al centro del dibattito».
Sulla scissione interviene anche Fabio Roberto Tognetti, segretario dell’Unione comunale del Pd di Pontedera: «L'ottimizzazione e la razionalizzazione dei servizi, la riduzione dei costi, una piena e concreta attuazione delle "famose" economie di scala sono tutte esigenze legittime, argomenti importanti e sui quali i nostri amministratori devono confrontarsi e dare risposte. Ma al tempo stesso non possono e non devono in alcun modo determinare il futuro dell’Unione: sarebbe come guardare il dito e non la luna! Chi ha scelto di compiere un altro percorso avrà fatto le proprie valutazioni e sarebbe un errore minimizzare quanto accaduto. La politica è dunque chiamata a confrontarsi in merito alle prospettive, al progetto ultimo di questa istituzione. E anche a spiegare ai cittadini cosa si è fatto di positivo in questi anni e quali possano essere le prospettive. In questo senso risulta quanto mai necessaria l'apertura di un confronto che coinvolga in maniera più ampia chi ha a cuore il futuro dell’Unione della Valdera».
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