Il dolore
Addio a Beccanoce, aveva 78 anni
Ponsacco: lunedì 21 i funerali di Luigi Volpi noto come "guaritore" attraverso l'imposizione delle mani. La sua vita fu raccontata in un libro scritto dall'avvocato Massimo Novi
PONSACCO. Il 21 marzo l’ultimo saluto a Luigi Volpi, 78 anni, conosciuto come Beccanoce, figlio di mezzadri pecciolesi, ponsacchino di adozione, noto come guaritore. Il funerale sarà celebrato alle 15 nella chiesa di San Giovanni. Beccanoce lascia una famiglia numerosa e tanti amici, che lo hanno conosciuto per le sua profonda umanità.
Volpi si trasferì da Peccioli a Ponsacco dove ha lavorato nel settore del mobile. Beccanoce, che partecipò e fu tra i protagonisti della trasmissione televisiva “Mille e una luce” negli anni Settanta, era considerato un “portafortuna” da chi si candidava alle elezioni comunali, una mascotte per i personaggi dello spettacolo come Carlo Conti, Cristiano Militello e altri ancora. È sempre stato una fonte di notizie, sapeva tutto di tutti, bastava chiedere e entravi subito in sintonia. La sua vita è stata contraddistinta anche da sofferenze ed esperienze difficili. E da quelle è scaturita quella capacità che Volpi aveva di entrare in empatia con gli altri, saperli ascoltare, e percepire sensazioni attraverso le mani che, a suo dire, avrebbero avuto poteri taumaturgici.
Beccanoce ascoltava le persone e imponeva le mani. Almeno in settanta hanno raccontato la loro esperienza nel libro "Beccanoce. La storia mai raccontata", scritto dall’avvocato Massimo Novi (Felici Editore), frutto di registrazioni dell'autore.
Parlando in vernacolo, così raccontava Beccanoce nel libro-intervista: «Io mi ricordo una cosa: quande la sera che io 'ndetti a letto, m'apparse una luce in camera. Io la luce l'ho vista. Però, se ti dovessi dire che ho visto una persona, ho visto qualcuno... Non ho visto nessuno. E da quel punto lì mi levai e 'ndetti dalla mi' mamma dicendogli che era venuta questa luce. La mi' povera mamma cominciò a vedere che qui, addosso, 'un ciavevo più gnente. E poi 'un mi' riordo artro. Da lì, 'ndove toccavo con le mani, guarisce la gente».
Questo fu l'inizio della storia di Beccanoce, da questo episodio di bambino malato (e misteriosamente guarito) ebbe il via la sua storia, quella di “guaritore con le mani".
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