Proteste
Trovato un messaggio: “Forza Isis”
Nuova udienza per il giovane di Ponsacco accusato di inneggiare alla guerra santa
PONSACCO. Aveva un’intensa attività su Facebook e sui social network in generale Jalal El Hanaoui, 26 anni, marocchino di Ponsacco, detenuto dal luglio scorso nel carcere Don Bosco di Pisa e accusato di istigazione alla jihad attraverso i suoi profili Facebook, nell'ambito di un'inchiesta della magistratura fiorentina contro il terrorismo in ambito nazionale. Di questa attività, dei commenti del giovane sulla legge islamica, sui suoi interessi per le azioni portate avanti dai gruppi militari islamici e sui comportamenti da seguire nei confronti degli omosessuali e delle donne, secondo la legge islamica, hanno riferito i poliziotti sentiti nel corso dell’udienza di ieri che si è svolta in tribunale a Pisa davanti alla corte d’Assise presieduta dal giudice Pietro Murano. Gli inquirenti hanno trovato anche un messaggio vocale nel cellulare del marocchino: “Forza Isis”.
Il processo del resto ruota intorno all'attività che il giovane disoccupato avrebbe svolto sul web anche con un profilo Fb corrispondente a un nome di fantasia, oltre che sui contatti telefonici da lui mantenuti sia all’estero che in Italia con persone che condividono gli stessi interessi per il mondo islamico. Si è quindi tornati a parlare durante l’udienza degli accertamenti svolti sia a livello di intercettazioni ambientali e telefoniche che su internet.
El Hanaoui, ancora detenuto in carcere, gestiva come amministratore tre profili Facebook, da cui, accanto a discussioni su temi religiosi islamici, invitava però gli "amici" a posizioni oltranziste ed estremiste, evidenziando una chiara condotta per proselitismo a favore della partecipazione alla jihad (guerra santa). Il marocchino postava su Facebook anche foto di celebri monumenti, forse considerati da lui obiettivi di attentati. Tra questi la Statua della Libertà, la Torre di Pisa, la cattedrale di San Basilio a Mosca.
La corrispondenza del giovane è stata passata ai raggi x, a cominciare anche da alcuni commenti sul leader della lega Matteo Salvini, per finire all’esaltazione della sharia o ai post pubblicati su un sito chiuso una settimana fa per minacce rivolte da uno degli amministratori a una giornalista e di cui in passato è stato amministratore lo stesso imputato.
Nella prossima udienza, in calendario per il primo aprile, saranno sentiti i sei testimoni della difesa, due dell’accusa (il pm è Angela Pietroiusti della Procura di Firenze) ed è previsto anche l’esame dell’imputato che è difeso dagli avvocati Marco Meoli e Tiziana Mannocci.©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
