La manifestazione
Sfratto, accuse alle istituzioni
Parlano i proprietari della casa dove abita una famiglia che deve andarsene perché non riesce a pagare l’affitto
CASCINA. Il proprietario della casa abitata da una madre con quattro figli, alla quale è stato dato lo sfratto per morosità, non ci sta a passare come l’unico che deve fare fronte all’emergenza.
«Questa donna e la sua famiglia sono un caso sociale, ma Comune e assistenti sociali non hanno fatto la loro parte»,dice Rossano Gherarducci.
«I fatti iniziano alla fine del mese di marzo 2015 quando decidiamo di affittare l'immobile. La signora si presenta chiedendo in affitto la casa e dicendo che aveva due figli anche se poi i figli sono quattro», raccontano i proprietari.
«Noi non abbiamo mai ricevuto il pagamento neppure di una mensilità. Nel frattempo la donna, che inizialmente si era presentata con un compagno, ha interrotto questa relazione e quindi le buste paga che erano state presentate come “credenziali” per avere la casa in affitto non sono state più le stesse».
«In questa storia - prosegue Gherarducci - qualcuno deve mettersi anche nei nostri panni. La donna, a parte il mese di ingresso nella locazione (aprile) e le due mensilità come fondo di fine rapporto, ad oggi non ha pagato una sola rata in conto affitto, non una telefonata per giustificare tale comportamento. Quando sono venuto a sapere che era seguita dai servizi sociali mi sono rivolto a due assistenti sociali di Navacchio, Bandecchi e Ricci, più che altro per metterle al corrente del comportamento di una persona da loro seguita, ma francamente non sono riuscito a capire chi delle due assistenti sociali seguiva la signora. Mi hanno consigliato di darle lo sfratto e così ho fatto».
Ne è scaturito un tira e molla senza fine. Da una parte i proprietari che vogliono tornare in possesso della loro casa, dall’altra i servizi e il Comune che ritengono la questione un fatto tra privati.
«Questa situazione - aggiuge Gherarducci - ha avuto influenze negative sulla salute di mia moglie che ha avuto un malore, per colpa dello stress. A mio modesto avviso, questa situazione non viene gestita in maniera adeguata dalle istituzioni per cioè che riguarda l’emergenza abitativa e avrebbe bisogno anche di un’attenzione diversa per ciò che riguarda la tutela dei minori».
Ovviamente il proprietario dell’abitazione conferma la sua intenzione di proseguire con l’iter dello sfratto e chiede al Comune e ai servizi sociali di fare la loro parte.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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