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LAJATICO è

di ILARIO LUPERINI
LAJATICO è

di ILARIO LUPERINI Salendo verso Lajatico, distratti dalla bellezza dei luoghi, dopo una curva a gomito vien fatto di soffermarsi e stropicciarsi gli occhi: in lontananza si scorge un anello della...

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di ILARIO LUPERINI

Salendo verso Lajatico, distratti dalla bellezza dei luoghi, dopo una curva a gomito vien fatto di soffermarsi e stropicciarsi gli occhi: in lontananza si scorge un anello della Torre di Pisa. Evidentemente la distrazione è arrivata a livelli incontrollabili; la direzione è completamente sbagliata.

Possibile? Un momento di riflessione. Evidentemente c'è qualcosa di imprevisto. La direzione è giusta, ma quel segnale in lontananza ci dice che qualcosa è cambiato.

La curiosità e la meraviglia crescono. Ci si avvicina: è un vecchio alto serbatoio dell'acqua dipinto con le sembianze della torre pendente; ironico, accattivante.

In paese, dai muri ci vengono incontro grandi, colorate pitture di varie forme e formati. E poi la piazza. Ordinata, accogliente, esteticamente omogenea, coerente, organica.

Un indovinato slogan unifica il tutto: Lajatico è.

Lajatico è il Teatro del Silenzio, Lajatico è Andrea Bocelli, Lajatico è Alberto Bartalini, Lajatico è la Banca Popolare. E molto, molto altro.

Ma, soprattutto, Laiatico è Lajatico! Una sinergia unica: un grande artista, un geniale regista, un Comune intelligente, una Banca lungimirante.

Un piccolo centro storico della campagna pisana ha costruito con sagacia il proprio brand e si è espanso nel mondo.

Percorrendo i suoi vicoli e soffermandosi di quando in quando ad ammirare le fascinose presenze che emanano dai muri, dai tetti, dai tendaggi, dalle entrate delle botteghe si ha l'impressione di trovarsi in un mondo di favole in cui ogni ansia, seppur momentaneamente, si placa, ogni contrasto sembra trovare provvisorie soluzioni. Un paese dove vivere. La vita e l'arte si congiungono.

E così l'arte, nella concezione che anima con coerenza e continuità ogni evento che parte da Lajatico, torna ad avere un proprio chiaro statuto: comunicare, contribuire a cercare il senso del nostro essere qui, nel mondo, in questa specie di enigma difficilmente interpretabile che è il mondo.

L'arte è un processo dinamico che ci mette in collegamento con il mondo attraverso i nostri sensi, attraverso la nostra intelligenza e la nostra storia.

E in questo scenario ecco emergere il credo della Banca Popolare di Lajatico: rafforzare la sua più tradizionale missione e, insieme, offrire nuovi orizzonti, scoprire quegli spazi di fantasia, di realizzazione di sé, di donazione di sé che stanno oltre la linea del semplice benessere materiale.

Un credo che di recente si è concretizzato nella nuova veste dell'edificio: elegante sobrietà, stile raffinato. Serenità e ottimismo si diffondono all’intorno, in stringente coerenza con la squisita ricercatezza degli interni.

Contro il grigiore dell'anonimato, i colori della speranza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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