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Pontedera

Il paziente uccise Prosciolto lo psichiatra

LARI. L’ha accolta con un pianto liberatorio la sentenza. Una sentenza di proscioglimento che ieri ha messo fine a quello che, come poco dopo ha ammesso, ancora davanti al tribunale, è stato l’anno...

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LARI. L’ha accolta con un pianto liberatorio la sentenza. Una sentenza di proscioglimento che ieri ha messo fine a quello che, come poco dopo ha ammesso, ancora davanti al tribunale, è stato l’anno più brutto della sua vita.

Dall’infarto che il 25 marzo scorso lo aveva costretto a lottare per giorni contro la morte, alla richiesta di rinvio a giudizio per una delle accuse più umanamente e professionalmente pesanti: non essere stato in grado, in veste di psichiatra, di impedire che un suo paziente, che già in passato aveva ucciso, si potesse macchiare di un altro agghiacciante delitto.

È arrivata poco dopo le 13 di ieri la sentenza del gup di non luogo a procedere nei confronti del responsabile dell’unità funzionale di Salute mentale di Pistoia, Luigi De Luca. Lo psichiatra, 59 anni, residente a Lari, in provincia di Pisa, era accusato di omicidio colposo nell’ambito dell’atroce assassinio avvenuto il 17 gennaio 2014 in una casa famiglia di Massa e Cozzile, dove uno dei pazienti, Gianluca Lotti, massacrò a colpi di accetta il compagno di stanza, Massimo Tarabori, anch’egli con problemi mentali. Secondo la procura della Repubblica, quella struttura a bassa intensità assistenziale non era compatibile con le condizioni mentali di un paziente che aveva già ucciso (la fidanzatina, a colpi di spranga) e che, per quel delitto, aveva alle spalle sedici anni passati tra carcere e manicomio giudiziario. E per questo aveva chiesto il rinvio a giudizio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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