Sicurezza
La registrazione inchioda Restivo
Il geometra condannato a due anni e 4 mesi per millantato credito. La storia riguarda una palestra controllata dal Nas
CASCINA. Il nome del geometra Gaetano Restivo, 49 anni, di Cascina fa pensare alla storia delle presunte tangenti versate a non meglio identificati dipendenti comunali. Una storia che ha portato all’arresto del geometra, due anni fa dopo che aveva incassato una tangente di 14mila euro che, a suo dire, doveva servire per facilitare alcune pratiche edilizie. Ma l’abitudine del professionista, che ha un lontano passato come carabiniere, di vantarsi di avere le conoscenze “giuste” gli era già costata nel 2010 una denuncia per millantato credito. E ora per questa storia, l’altra mattina in tribunale a Pisa, Restivo è stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione.
Secondo l’accusa - l’indagine era partita dopo la denuncia di un imprenditore di Cascina - il geometra aveva chiesto all’imprenditore stesso alcune migliaia di euro che dovevano servire per velocizzare le pratiche di apertura di una palestra che era stata chiusa dopo un controllo dei carabinieri del Nas di Livorno. I proprietari della palestra si erano rivolti a Restivo per chiedergli di seguire le pratiche con il Comune necessarie ad ottenere le autorizzazioni, così da aprire la palestra in tempi rapidi. Restivo, stando alle accuse, aveva chiesto prima un pagamento di 12mila euro e poi un altro di 8mila euro per “convincere” non si sa chi a portare avanti la pratica che a suo dire era complessa. Il titolare della palestra e Restivo (difeso dall’avvocato Luca Poldaretti che aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato) si erano quindi incontrati. Ma quella conversazione, con tanto di richiesta di denaro, era stata registrata all’insaputa del professionista poi finito sotto inchiesta. E la somma richiesta non era stata pagata. Intanto l’imprenditore (assistito dall’avvocato Lorenzo Pappalardo) si era rivolto ad un altro geometra che aveva portato a termine le pratiche chiedendo una spesa nettamente inferiore, circa mille euro. Il giudice monocratico del tribunale di Pisa, Donato D’Auria, ha condannato Restivo anche al pagamento di 1.200 euro di multa, a quello delle spese legali e di costituzione della parte civile che dovrà anche essere risarcita per il danno subito per una cifra da stabilire in sede civile. Restivo ricorrerà in appello contro questa sentenza. E’ poi probabile che il reato, visti i tempi con cui si è arrivati al giudizio di primo grado, vada in prescrizione prima dei tre gradi di giudizio.(s.c.)
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