Il Tirreno

Pontedera

In 4 divorziano dall’Unione per farne un’altra

di Sabrina Chiellini
In 4 divorziano dall’Unione per farne un’altra

Chianni, Lajatico, Terricciola e Peccioli: 30 giorni di tempo per arrivare al recesso

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PONTEDERA. L’Unione dei Comuni della Valdera dovrà fare a meno di Peccioli, Chianni, Lajatico e Terricciola. L’iter del divorzio è stato iniziato con la lettera che i sindaci dei quattro Comuni hanno scritto nei giorni scorsi al presidente dell’Unione, Corrado Guidi, sindaco di Bientina, con cui comunicano di essere intenzionati ad esercitare il diritto di recesso dall’Unione stessa, pronti a costituire una nuova Unione con la quale gestiranno le proprie funzioni fondamentali in maniera associata.

Di conseguenza, i sindaci che hanno inviato la lettera in forma separata chiedono al presidente di concordare una data di uscita così da poter costituire la nuova Unione, che somiglia a tanto a quella del vecchio parco dell’Alta Valdera anche se più ristretta visto che quel progetto metteva insieme sei piccoli centri, compreso Palaia e Capannoli che invece restano con l’Unione Valdera. In ogni caso la data che si propone per il recesso è quella di trenta giorni dopo che i quattro Comuni avranno deliberato in proposito ognuno nei rispettivi consigli comunali. A questo punto dovrà essere fatta una ricognizione dei debiti e dei crediti, così come dovrà essere valutata la questione del personale. Per questa ragione il direttore generale dell’Unione, Giovanni Forte, ha convocato per questa mattina una riunione dei dipendenti dell’Unione che lavorano al Polo di Peccioli. Si tratta di capire come sarà utilizzato il personale distaccato che i Comuni interessati al divorzio avevano “ceduto” all’Unione. E dovrà essere anche deciso il destino dei dipendenti che sono stati assunti direttamente dall’Unione e che, secondo quello che prevede lo statuto dell’Unione, dovranno essere ripartiti in proporzione tra i vari enti che lasciano l’Unione.

Insomma, il primo punto fermo riguarda dunque la nascita di una nuova Unione e il recesso chiesto secondo quanto previsto dall’articolo 13, comma 3 dello Statuto. E la decisione nasce, stando a quanto i sindaci “ribelli” hanno spiegato, dalla volontà di recuperare una maggiore vicinanza con cittadini. Ma anche per dare ai sindaci un controllo più diretto sulle decisioni dell’Unione.

«La riunione con il personale – spiega Corrado Guidi – servirà a capire quali passaggi saranno necessari per i dipendenti dei quattro Comuni che erano stati passati direttamente all’Unione e di quelli che invece sono stati assunti dall’Unione per svolgere le proprie funzioni e che andranno ridistribuiti. Il divorzio, se così si può dire, avviene in maniera consensuale, cerchiamo comunque di evitare contenziosi». Lo strappo questa volta c’è, dopo tante polemiche e pare inevitabile.

Anche se è tutta da capire la parte organizzativa. Insomma dopo la volontà politica bisognerà capire come vengono organizzati i servizi che già sono stati associati, dal Suap, lo sportello per le imprese, alla polizia municipale, ai servizi della scuola e del sociale.

«Almeno ora c’è un punto di chiarezza – dice Millozzi, sindaco di Pontedera ed ex presidente dell’Unione – Credo che quello dei quattro Comuni sia un errore grave, un difetto di lungimiranza a cui si è aggiunta la debolezza della politica che è un attore necessario per stare insieme. I motivi portati al tavolo della scelta sfuggono alla logica della modernità e delle sinergie territoriali strutturate a cui sono chiamati i territori per governare il cambiamento. Tuttavia partiamo da questo per riorganizzare la macchina dell’Unione e se vogliamo anche per dare una svolta di questa struttura. Spero che i tentativi di dialogo tra le due realtà siano gestiti nel futuro con minore miopia e con un respiro più lungo». Se Chianni (sindaco Giacomo Parrini), Lajatico (Alessio Barbafieri), Terricciola (Maria Antonietta Fais) e Peccioli (Renzo Macelloni) hanno messo nero su bianco la loro intenzione di staccarsi dall’Unione anche Ponsacco potrebbe presto seguire la stessa strada ma ancora non risulta tra i Comuni intenzionati a fondare una seconda Unione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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